
È una di quelle mattine in cui voglia di alzarsi non ce n’è. Di cosa da fare ne ho una lista a cominciare da sistemare la casa prima di partire, pensare a cosa portare in valigia, abituarmi mentalmente ai 41° percepiti in Sicilia, quando qui siamo sui 18-20 se va bene, con cambi di temperatura repentini di minuto in minuto, che si realizzano con piogge, nuvole, sole, vento e che ti obbligano a impiegare il doppio del tempo a vestirti in modo da poter prevedere qualsiasi condizione meteorologica. L’estate qui è ormai andata anche per quest’anno. Attesta per 11 mesi e mezzo e goduta per 2 settimane sparse in totale. Ma questa è una delle condizioni da accettare per aver scelto di vivere qui e anche se non è ottimale e se ad ogni nuvola all’orizzonte imprechi e ti arrabbi per avere paia di sandali che avrai messo si e no 3 volte in un anno, al momento altre soluzioni accettabili non ce ne sono. E la sensazione di avere qualcosa di pesante e fastidioso dentro cerco di ammortizzarla stropicciandomi sul cuscino, raggomitolandomi per schiacciarla, ma più provo a comprimerla e più sale verso la gola. Sono quei giorni in cui vorresti solo dormire e lasciare defluire tutto e svegliarti solo quando tutto è di nuovo normale, senza quella sensazione di avere una pinza nello stomaco che schiaccia e pulsa e preme e comprime e non capisci bene da dove venga. E che non ti lascia nemmeno dormire bene, chiudi gli occhi per non vedere, ma i pensieri sono tutti lì che affollano la mente e che fanno baldoria e si accavallano. Cerchi delle spiegazioni, risposte a domande alle quali non puoi rispondere da sola, una logica che non riesci decifrare e ti perdi in un labirinto di parole, pensieri, domande e più cerchi la fine e più ti trovi impigliata. Cerco una chiave per liberare tutto ciò che affolla la mente e che appesantisce il cuore, che urla e che costituisce il nesso mancante alla catena. Ma non c’è, non ce l’hai, non sai dov’è e forse non vale nemmeno la pena di cercarlo. Forse la chiave è lasciare perdere, lasciare che questi pensieri si affievoliscano da soli e, stremati per non avere la considerazione che vorrebbero, desistano e ti lascino libera. Forse la soluzione è non aprire ciò che è chiuso, non cercare risposte a domande impossibili, che al momento non contribuiscono a portare serenità.
















