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mercoledì 13 maggio 2009

Lettera.



È stato bello potersi giocare tutte le carte e tentare questa strada insieme a te. L’ho fatto con tutta me stessa e lo rifarei mille volte ancora perché ci credevo davvero. Purtroppo poi la vita riserva un sacco di complicazioni e come sai durante un viaggio può rompersi una gomma, rimanere senza benzina o addirittura ti possono anche rubare la macchina. Le abbiamo passate tutte e non si può dire che non abbiamo lottato per far funzionare il nostro rapporto. Se ci pensi, siamo partiti già con una macchina usata e senza ruota di scorta ma col tempo l’abbiamo resa bella e veloce. Ma non è bastato. È stato un viaggio che mi ha insegnato molto, il mio primo lungo viaggio. E sono felice di averlo fatto con te.

Vorrei cancellare i rancori e ricordare le cose belle. Lo sai che io credo sempre alle favole e mi emoziono davanti ai film romantici. Beh, non sono capace di chiudere senza il lieto fine ed è per questo che ti scrivo perché a voce ho paura di rovinare tutto. Mi hai insegnato molto sulla vita di coppia e sul sesso, che come sai è sempre stato un tabù per me. E spero allo stesso tempo di averti insegnato anche io qualcosa con la mia dolcezza e ingenuità. Lascia perdere l’aggressività, sai bene come sono fatta e finchè anche tu credevi ancora in un futuro insieme hai sempre trovato i modi giusti per smorzarla. Ripenso alle nostre cene, i minestroni con le croste, la polenta fritta, i patè di olive sempre in frigo, le gommose durante i film, le gite in bicicletta, la pizza prima del tango, il cinema del mercoledì, il puzzle che è rimasto incompleto, i tuoi puzzle!, le lunghe mattine nel letto, la colazione con le mie torte, divertirsi insieme con niente, le scommesse con le monetine, la tua mano nella mia sempre, guardarsi negli occhi e sentirsi vicini e tanto altro…

Beh, sono tante cose belle che vorrei non cancellassimo, che tenessimo in una scatola come ricordo di un bel viaggio che è finito ma che non ci impedirà di farne altri, con altre persone. Mi piacerebbe pensare che anche tu non rimpiangi nulla del nostro rapporto, anche se ti confesso che nei momenti di profonda tristezza io l’ho fatto. Mi piacerebbe che anche tu ricordassi questa relazione come qualcosa di bello. Non vorrei che pensassi a me in maniera negativa. Ci siamo fatti del male e come hai detto tu probabilmente non siamo fatti per stare insieme.

Ma averlo scoperto ci porterà ad incontrare la persona giusta per ognuno. È un segno del destino. Ci credi al destino? Il destino ci ha fatti incontrare e il destino ci ha portati qui. A me il destino mi farà rimanere in Danimarca a te ha permesso di tornare in Italia. A prescindere dai nostri problemi personali, è il destino che ha scelto di separare le nostre strade.

Ora è il momento di passare oltre. Di chiudere un capitolo e aprirne un altro. Torna a casa pieno di forze. Non buttarti a capofitto a mandare curriculum. Fermati un momento e pensa a quello che vuoi. Se c’è una cosa che dovresti aver imparato da me è farsi domande.

So che la nostra separazione era necessaria, non so quanto sia stato difficile per te ma ti confesso che per me lo è stato e lo è. Eri il primo e mi sento di aver dato tanto e faccio fatica distaccarmi. A un certo puto della storia sono diventata dipendente da te e ho perso di vista me stessa. Ora è il momento di ritrovarmi e continuare per la via che la vita mi ha riservato.

Voglio smetterla di sentirmi vittima e fare in modo che questa situazione sia la forza per cercare la mia strada e costruire il mio futuro. Tu sei stato più bravo, o almeno è quello che sembra. Ma non voglio pensare che tu abbia dimenticato facilmente la nostra storia perchè so che sono stata importante per te e vorrei pensare che anche a te un po’ dispiace che sia andata così e che in un angolo nascosto del tuo cuore c’è ancora un pensiero dolce x me. Mi illudo? Non credo, so che hai avuto sentimenti forti per me e poi un’altra mocciosa così dove la trovi!

Non ho mai avuto segreti per te e mi sento di condividere per l’ultima volta queste emozioni con te. Ti saluto con questa frase di Coelho:"Quando qualcuno incontra il proprio cammino non può avere paura, dev'essere sufficientemente coraggioso per compiere i passi sbagliati. Le delusioni, le sconfitte, lo scoramento sono strumenti che Dio utilizza per mostrare la strada."Con l’augurio che tu possa trovare la tua.

Ciao,

La mocciosa

domenica 22 febbraio 2009

Lacrime


Mi manchi. Oggi sono passata da casa a prendere alcune cose e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano state belle le cose certe volte. Quante speranze avevamo racchiuso in quelle mura. Quanti sogni avevamo insieme. Condividevamo un progetto. Eravamo uno la forza dell’altra. Poi qualcosa è andato storto, i fili si sono irrimediabilmente inceppati e non siamo più riusciti a scioglierli. Ti vedevo anche se non c’eri. Seduta sul divano sentivo ancora le tue braccia avvolgermi. E vedevo il tuo sorriso, quello di una volta, quello vero. E’ stato tremendo. Sono uscita di casa in lacrime. Volevo riportare il tempo indietro di un anno ed essere diversa, non essere come sono stata e vedere che cosa sarebbe successo se fossi stata diversa. Come ho potuto sbagliare tutto? Non riesco a farmene una ragione. Avevo tra le mani qualcosa di bello e sono riuscita a distruggerlo, stropicciarlo, calpestarlo, soffocarlo. Era troppo grande e non sono riuscita a gestirlo. Stupide le mie manie di volermi mettere sempre in competizione. Con qualcuno poi che nemmeno gareggia con me. Avevo tanti sogni e tanti progetti, era la cosa più bella che avrebbe potuto capitarmi e ho rovinato tutto. Non ho sono stata abbastanza intelligente da fermarmi in tempo. Mi sono fatta sopraffare dall’ansia e dalla paura. Ho agito d’istinto e le cose mi sono sfuggite di mano.
Si può essere diversi, me ne rendo conto ogni volta che la realtà mi fa incontrare persone che agiscono diversamente da me e che salvaguardano il loro amore dalle minacce con molti meno sforzi rispetto a quelli che mi ostinavo a mettere in atto. Inconsciamente queste persone mi sbattono in faccia i miei errori ogni giorno. E ogni volta che ci penso mi sento male. Un laccio mi soffoca e mi toglie il respiro. E ripenso tra le lacrime a tutti i ricordi più belli che ho con te, quelli che ormai fanno solo parte di un capitolo chiuso del passato e che io continuo a voler rivivere stupidamente nel presente. Come ho potuto farti tutto questo? Tu che eri la ragione per alzarmi ogni mattina e che niente mi rendeva più felice che accudirti e pensare a che cosa ti avrebbe fatto piacere. E mi impegnavo. Ho anche comprato un libro di ricette, che mai ho seguito alla lettera, perché lo sai a me piace fare di testa mia. Stupida che sono. Ripenso alle parole che mi hai detto domenica scorsa… tu volevi solo una fidanzata che ti stesse accanto con amore, non un’altra mamma. Inutili tutti quei dolci, avrei dovuto accorgermene prima che non erano le torte a farti piacere ma solo avere accanto una donna che ti amasse. Togli tutto quello che di me ti ha fatto soffrire. Resterà una donna che ti amava. E che ancora…
Sono riuscita a renderti ansioso, tu che sei la persona più pacifica di questo mondo. E ti assicuro che avrei voluto renderti felice con tutta me stessa. Avrei voluto essere io la donna che ti rendesse felice. E invece no. Non sarò io quella. Ma il manuale per la perfetta fidanzata non esiste ed evidentemente io non ci sono tagliata. Ma sto imparando, ora che non ci sei più. Sto imparando che le persone è giusto che abbiano i loro spazi, che anzi questi arricchiscono di più la coppia. Che non posso tenerti stretto a me, perché questo è stato il metodo infallibile per farti scappare lontano. Ora che sento che il game is over. Lo so che sarà così. Nessuno si ributterebbe da 1000 metri sapendo che si farebbe male. Nemmeno se stavolta ti promettono un paracadute e un telo di sicurezza. Lo so bene che il capitolo è chiuso definitivamente. Lo sento. Una volta che il leone esce dalla gabbia, ha voglia di correre ed esplorare e l’ultimo dei suoi pensieri è quello di ritornare nella gabbia. Anche se stavolta è un ampio recinto. Chi ti assicura che non ti farò più stare male?
E adesso cerco di uscire e divertirmi, perché tanto lo so che è tutto finito. E cerco di fare quella che reagisce, che è forte, ma tanto lo sai che non sono così. Ci provo, ogni tanto ci riesco anche. Ma poi i ricordi riaffiorano e la realtà è quella che non ci sei. Ciò che mi fa male è avere la quasi certezza che non ti manco, che adesso assapori la libertà e vuoi solo scappare via lontano da me. Ma io sono sempre io. Quella che ha un sacco di sogni, è anche per quello che ti piacevo. Ma forse adesso hai bisogno di una donna e non di una che crede ancora alla storia del “Vissero felici e contenti”. Le principesse vivono solo nelle favole e la mia favola è un mondo tutto rosa dove le persone sorridono sempre e tutti si voglio bene. Ho sbagliato tutto con te e capiterà ancora di pensare ai miei errori e le lacrime cominceranno a scendere sul mio volto. E io le lascerò scorrere. Le raccoglierò in un cestino e le conserverò perché mi ricordino i motivi per cui sono state versate. E per impedirmi di versarle ancora per le stesse ragioni.

domenica 7 settembre 2008

La festa del quartiere

Metti insieme un sabato sera di fine estate - anche se a voler essere precisi qui l’estate l’abbiamo salutata da un pezzo - e la festa del quartiere. Aggiungi due mocciosi che hanno voglia di uscire a bere qualcosa e che approfittano degli stand proprio sotto casa e di un concerto revival per passare la serata e farsi un sacco di risate. Loro, il gruppo, erano i Repeatles che – guarda il caso mi fanno cover dei Beatles! – sono stati bravi, anche se come era da immaginarsi la serata è stata basata sugli standard orari dei danesi: alle 19 i banchetti che facevano panini (leggi falafel o hot dog) stavano già ripiegando baracche e baracchini e loro i danesi erano già ubriachi da un pezzo, mentre i musicisti hanno spento la musica alle 22,15.
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!

mercoledì 6 agosto 2008

La gita, la spiaggia e il compleanno!









Io ci sono ancora e continua la lunghissima estate danese! Ancora più lunga del normale visto che quest’anno niente vacanze.
Ma non ci facciamo mancare niente, o almeno sfruttiamo al massimo i week end per staccare la spina e rilassarci.
Vi avevo lasciato in procinto di partire per Legoland e lo Jutland. Beh, in 2 giorni abbiamo macinato più di 1200 Km, da non credere!

Le tappe sono state: Copenhagen – Billund / Legoland; Legoland – Aarhus /cena; Aarhus – Aalborg / nanna; Aalborg – Skagen /dove il mare del Nord e il mar Baltico si abbracciano; Skagen – Copenhagen.
A parte una pioggia noiosa durante il giro a Legoland il week end con la coppia Francia-Romania è stato meraviglioso!
E non ci è mancato di gustare dell’ottimo spumante francese reso chic dall’aggiunta di una punta di Kyr alla fragola…. Una chiccheria dell’amica Francese!
La settimana seguente è stata la volta del giro in bicicletta: 60 Km in due giorni… i miei polpacci ringraziano! Ma grazie anche alle temperature finalmente estive (e vi parlo di 25°, niente a che vedere con i picchi italiani!) siamo riusciti a prendere un pò di sole e ad assumere un co
lorino marroncino, il giusto tono da donare al viso una bella aria riposata e molto summer! …Senza mancare peraltro anche di bruciarci! Ma lo avreste detto che il sole in Danimarca scotta?!?
Ma la settimana scorsa è stata anche memorabile per il compleanno del mio Moccioso, a cui è toccata una bella festa a sorpresa, organizzata con cura dalla sottoscritta in un ristorante messicano a Christianhavn! Gli invitati erano un mix di culture ma c’è stato grande affiatamento e la serata è stata piacevolissima! Per le foto e i commenti (in inglese) rimando al
simpatico post di una delle invitate, Christy – from Chicago (http://cpincph.blogspot.com/2008/08/buon-compleanno-william.html)

sabato 12 aprile 2008

Pensare per due


È passato del tempo, del tempo trascorso… a guardare, osservare, pensare.
Respirare il mattino, accarezzare la pioggia, sorridere ad ogni piccolo raggio di sole concesso dal cielo.
Mi ritrovo a costruire dal niente di qui qualcosa per noi, per me e per te. Si parte dal semplice, che semplice non è. Degli amici, delle abitudini, dare un senso alle giornate che altrimenti scorrerebbero via così. Un dolce al mattino, con un bigliettino, un messaggio a lavoro, un pensiero scritto al volo, con il sonno del mattino che rimane per un pò ancora appiccicato agli occhi. E poi la spesa, la frutta dall’arabo, la carne dal macellaio, i piatti, e le cose di casa, e un giro al centro commerciale, che magari ci scappa qualcosa da portare, da mettere via, segno che questo giorno non è trascorso invano.
Non è certo facile stare qui. È un mattone quello che abbiamo costruito e a volte ci vuole proprio poco per tirare un calcio a tutto. Ci scappano parole brutte, musi lunghi e silenzi.
È difficile in certi momenti essere razionali e le parole scappano via, fuori dalla gabbia così veloci che nemmeno te ne accorgi, e valle poi a riprendere…
E quando la rabbia sembra aver raggiunto l’apice, è il momento di fermarsi a riflettere… che ne vale la pena di provare. Un passo io e un passo tu, un po’ per volta. Alzare lo sguardo da se stessi e rendersi conto che questa avventura l'abbiamo cominciata insieme.

E ricominciare a pensare per due.


"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"

A. de Saint-Exupéry - Il Piccolo Principe

venerdì 14 marzo 2008

Idee malsane



L'idea di base: acquistare una cassapanca e un mobile dove mettere i nostri vestiti che ahimè non trovano spazio nell'angusto armadietto formato Camper di Barbie che ci è stato fornito dal propiretario dell'appartamento. Gira che ti rgira, stufi di fare slalom fra scatoloni e sacchetti, all'Ikea troviamo una super offertona: con 300 euri netti ci portiamo a casa una cassapanca a una cassettiera in coordinato. E finquì, di malsano c'è ben poco.

Il virus si insedia in noi quando guardandoci, guardano la purezza della nostra candida camera da letto ci diciammo all'unisono "Devono Essere Dipinte".

E qui ragazzi la malattia inizia a galoppare seriamente, perchè prima di iniziare decido di andare in un negozio di Hobby ad acquistare un bianco normale (normale fra una scelta di 15 apparentemente diversi ovviamente con spiegazioni in danese!).

Eh sì, perchè l'arduo compito della scelta è toccato a me visto che il mio Caro Compagno era a lavoro a portare a casa la pagnotta. E Mò Come Glielo Spiego Che Voglio Un Bianco Per Dipingere Mobile Ikea Color Legnetto? Fatto sta che i miracoli e progressi dell'inglese fanno la loro parte e torno a casa con in tasca un bianco. Mi preparo, lo diluisco con acqua ragia e provo a dipingere. Risultato: 7. Solo che per dipingere la suddetta cassapanca avevo finito il prezioso barattolino. Mi reco nuovamente nel negozio e stavolta un'altra gentile signorina mi dice di andare in un colorificio... Ah, si, Facilissimo, penso tra me e me... come se bastasse leggere le insegne per capire cosa si vende dentro... Faccio occhietti very sad... a dir la verità devo averle fatto un pò pena, dal momento che prende un foglio e mi scrive le seguenti parole:
Helblank panelmaling - Un barattolo di vernice
Vandbaseret - a base di acqua
1L
Hvid - colore Bianco
Toftegårds Allé - la via del negozio
Ci vado e non già il nome dell negozio (Flügger farver) mi suggerisce che stavo andando nel posto gusto, bensì perchè questi strani danesi hanno l'abitudine di mettere dei banchetti fuori dal negozio con i ploro prodotti (una sorta di vetrina esterna).

Entro quindi e qui scopro che giammai i colori a base di acua vanno diluiti con acqua ragia, ma solo e soltanto con acqua. Mi serve dunque una Base da dare perchè il colore attacchi bene al legno Ikea e poi il bianco vero e proprio. La signorina (alla quale vista la cortesia ho promesso un piatto di spaghetti!), mi suggerisce di grattare via tutto il bianco dalla cassapanca e procedere nel modo corretto.

si, mi ci voleva la mano di Dio per grattare tutto!!! decido che i due cassetti bastano e avanzano e così, scatta l'Idea Malsana n°2: gratto via tutta (e dico tutta !) la vernice dai 2 cassetti, passo la base e ripasso con il bianco, aspettando ogni volta che il colore sia asciutto. e stavolta badando bene a diluire il colore solo e soltanto con acqua!
Considerate l'intero lavoro (base + dieverse mani di bianco) anche per la cassettiera!!!!



Considerate anche che finchè i due mobili non sono pronti, non possono essere riempiti di vestiti e così noi vaghiamo fra barattolini e scatoloni ancora in giro per casa e considerate che la cameretta per gli ospiti - adibita inizialmente a lavanderia - ora è stata spodestata da vernici e pennelli cosicchè ora ci ritroviamo a dover scavalcare anche lo stendibiancheria, che povero, non trova pace!

Ma l'Idea Malsana n°3, è stata partorita quando, non paghi del lavoro immenso che dingere tutto comporta, ci siamo detti "Perchè non decoriamo la cassapanca e la cassettiera, non sò con découpage o stencil?" si lo so, proprio sani non siamo!!

venerdì 29 febbraio 2008

29 febbraio 2008


Si dice che l'anno bistestile sia un anno sfortunato!

Secondo la credenza popolare, gli anni bisestili sono favorevoli a ogni nuova impresa, a ogni cambiamento di vita o di mestiere.

Bhè, vediamo... Intanto io sono nata in un anno bisestile e anche il mio fidanzato. In un anno bistestile abbiamo inziato una nuova vita insieme, in una città nuova, e un nuovo lavoro per lui e spero presto anche per me. Ho una serie di motivi che mi portano a pensare che anno bisesto non sia così tanto funesto (sì che siamo solo a febbraio, ma voglio essere ottimista!).

Stamattina ho letto questo articolo e riflettevo: come passare questo giorno regalato? Come dice l'autore, immaginate di dover aggiungere 10 minuti alla fine della vostra giornata, come li passereste? ovviamente usereste il tempo per rilassarvi e non per lavorare! Però, anzichè regalarci ogni giorno 10 mituti è stato stabilito un giorno in più, di lavoro per chi lavora, di studio o di vacanza.

Oggi vogliamo onorare il giorno che non c'è con niente di speciale in realtà, un bottiglia di vino stasera con un bel piatto di gnocchi, che ho pazientemente preparato ieri (si lo so, senza lavoro mi sto dedicando un sacco alla cucina!). Oggi pomeriggio lo vado a prendere a lavoro e ci faremo un bel giro in centro in uno di quegli enormi grandi magazzini che i danesi amano molto. Mi viene in mente la scena di Colazione da Tiffany, che adoro, quando lei e lui decidono di uscire isieme e fare qualcosa che non hanno mai fatto. Ora, non mi sembra il caso di entrare da Magasin e rubare due maschere carnevalesce, non si sa mai, questi Danesi sembrano avere un grande occhio puntato su tutto che sa tutto e vede tutto! però, chissà, una bella incisione su una fedina, che non abbiamo, da Tiffany, che non c'è, in questo giorno che non esiste, una bella scritta sulla sabbia, un bigliettino lasciato cadere in una tasca, imbucato con cura nel cuore, con sopra tutto il nostro amore che spero duri così per tanto tempo ancora.

venerdì 22 febbraio 2008

Latitante! Come back





La paranza è una danza che si balla nella latitanza…

Sono latitante, lo so! Ma ora vi aggiorno a fondo sulle mie prime avventure danesi!

Firstly, what about the language??
Dunque, giunta, sono giunta. Forse dovrei dire “Hallo everybody, here I am! Finally I have arrived in Denmark!”, che di pratica con l’inglese ne dovrei fare un po’… le mie belle figure me le sono fatte: pause, silenzi, verbi coniugati male, sguardi persi sinonimo di “Maccchestaaddìquestoqui?!?”. Cavoli, è dura… non credevo così. È tutta una questione di fluency! La fluency è quella che in italiano mi fa quasi diventare logorroica, a me che piacciono i sinonimi, arricchire le frasi, argomentare, spiegare a fondo, analizzare il significato di ogni singola parola. parole parole parole, soltanto parole, parole d’amor! quante parole riesco a dire in italiano… e in inglese invece, ahimè la cosa si fa difficile!!
Senza contare che all’inglese si aggiunge quell’incomprensibile lingua parlata dagli strani abitanti di questo paese: il danese! Ragazzi miei che casino! Per installare Internet con manuale completamente in danese ci abbiamo impiegato 5 ore!!!
La settimana scorsa all’università stavo per mettermi a piangere… cercavo disperatamente un elenco di corsi tenuti in inglese ai quali poter assistere, ma niente… nada de nada! Tutto completamente in danese! E mi sono talmente demoralizzata che non ho avuto il coraggio di chiedere a nessuno!

Sì, perché dovete sapere che mentre rispondo ad annunci e cerco lavoro, mi sono messa in testa di voler migliorare la lingua e quindi ho deciso di seguire un paio di corsi in inglese. Dovete sapere che qui le lezioni sono molto interattive e il numero di studenti per classe abbastanza ridotto rispetto a ciò a cui siamo abituati in Italia. Il professore conosce dunque per nome gli studenti e sa perfettamente se sei nuovo della classe. Impossibile scampare! E infatti sono subito stata additata con un Have you ever been here?? No… e dopo la spiegazione che non sono studentessa, che il mo fidanzato lavora in Denmark e che anche io cerco lavoro, la sorpresa è che sono stata accolta a braccia aperte nella classe!! Incredibile! Io continuo a stupirmi di questo rapporto abbastanza informale con i professori, anche in Belgio era così, ma in Italia le cose sono proprio diverse! Non c’è interazione alcuna in classe… al momento sto seguendo un corso di Cross-cultural communication e uno di Mediasociology e sono in cerca di un corso di conversazione in inglese, ma sono tutti molto costosi!

Nel frattempo ho anche trovato un corso che si chiama Leggere Torino, la professoressa è torinese e il corso è in italiano e gli studenti sono una 15ina fra pensionati e amanti dell’Italia che stanno studiando l’italiano e che imparano qualcosa su Torino leggendo Culicchia!! E la prof è stata super contenta quando mi ha vista in classe e ogni volta che spiegava qualcosa su Torino cercava il mio sguardo per avere conferma! Al termine della lezione mi ha consigliato un’associazione culturale che si chiama Serate Italiane e abbiamo sospirato paragonando la Stroget di Copenhagen alla nostra Via Garibaldi… (sospiro…)

Secondly, what about love?
Con il mio moccioso le cose vanno bene, è super premuroso nei miei confronti e dopo la giornata di sconforto all’università è tornato a casa con un pacco delle mie patatine preferite! Mi dice sempre che posso comprare quello che voglio e che l’unica cosa che non vuole è che io mi annoi a casa. Se io sto bene per lui non ci sono problemi. Peccato che a complicare le cose si intromette sempre la mia grande ansia per la lingua e per il lavoro… lui ribatte invitandomi a stare calma, che con calma risolveremo tutto… Un po’ per volta.
E così vado all’università e mi faccio delle flebo di BBC! E le cose pian piano stanno migliorando, anche il mio morale va su, almeno fino a quando non mi trovo a tentare di conversare con studentesse australiane o canadesi o americane e lì la mia faccia si trasforma in un enorme punto interrogativo!

Thirdly, what about social life?
Ieri ho avuto la prima uscita da sola con due ragazze appena conosciute: una francese collega del Moccioso e una spagnola sua amica che – GUARDA IL CASO! – lavora nella stessa agenzia di pubblicità dove ho inviato il curriculum e mi ha promesso che avrebbe parlato con la sua Boss! Che meravigliosa serata! Prima SPA: Jacuzzi e sauna 100 DKK prezzo onestissimo!! Poi cenetta in meraviglioso localino neanche caro con candele sparse dovunque a rendere l’atmosfera intima! Proprio bello! Una seratina a parlare fittto fitto in francese e qual cosina di inglese. Siamo state anche draguées da un uomo irlandese che ci ha attaccato una pezza incredibile nella Jacuzzi!

Finally, what about Danish people?
Dovete sapere che i danesi amano le candele: nella nostra casa, che affittiamo già arredata, ce ne sono un bel po’!

I danesi inoltre non hanno la cultura della sala da bagno dovete vedere quanto sono piccole e male attrezzate: noi che siamo abituati ad avere scaffali, ripiani, armadietti per detersivi e beauty-case, appendini per asciugamani ed accappatoi … niente di tutto ciò! 4 mq a dire tanto con lavandino mignon, doccia e WC e giusto 3 mini appendini!
E io tutti i mie trucchi, creme ecc dove me li metto!? Prossimo week end infatti ci dedichiamo a qualche acquisto, anche perché è a una settimana che viviamo immersi da scatoloni pieni di vestiti che non sappiamo dove mettere perché l’armadio della camera è troppo piccolo!! Ma come fanno qui?!?

I danesi poi sono persone che si fanno i fatti loro, quando Sali sul treno raramente senti squillare un telefono o senti chiacchierare. Sovente hanno l’Ipod alle orecchie, però se domandi loro informazioni ti rispondono molto gentilmente. La cosa divertente è successa dopo la lezione di Leggere Torino! Protagoniste: io, la prof torinese, una ragazza di Cagliari e una cinese di Shangai che parla italiano nel corridoio dell’università a chiacchierare amabilmente. A un certo punto si apre una porta di una classe e una ragazza ci invita a non fare troppo rumore perché disturbiamo la lezione! Ah, les Italiens!!!

Vi terrò aggiornati, promesso!
Prossimo post sarà sul cibo, quello loro e quello cucinato da noi! Con foto della nostra dispensa!!
A presto!

mercoledì 5 dicembre 2007

Zap!


È stato uno strano week end. Non so dire quanto divertente. Venerdì a causa anche dello sciopero mi sono dedicata alla cucina. Mi piace cucinare e preparare cose buone per il mio Amore. In più domenica avremmo festeggiato il compleanno della Sorella del Moccioso e mi ero messa in testa di prepararle dei tartufi al cioccolato che aveva avuto modo di assaggiare una volta e che le erano piaciuti un sacco.
E allora venerdì Risotto alla Milanese e Tartufini al Cioccolato mille gusti: Cacao, Cannella, Cocco, Nocciole e Zenzero. Il Moccioso mi ha aiutata a fare le pallette e a passarle nel cacao. Colonna sonora della nostra serata culinaria YMCA alla tele dei Villane People, quelli veri!! Accompagnati dai Cugini di Campagna con tanto di zeppa megagalattica e tutina argentea! Very kitch!!
Sabato ho preparato la composizione dei cioccolatini: ho preso un coperchio di una vecchia scatola di scarpe e rivestito di una carta color fucsia e da un nastrino dorato pieno di paillettes. Ho messo i tartufini negli appositi pirottini e applicato dei cuoricini di cartone rossi con tanto di nastrino dorato con la scritta del gusto. La Sorellina ha gradito e apprezzato molto, accompagnando lo stupore con un “Tu Sei Pazza!”. Forse sì. “Che Lavoro!” ha esclamato la mamma, ma mi ha fatto molto piacere. E ancora di più vedere lei contenta!
Che belli che sono i pranzi in famiglia. Quelli dove senti la serentità, il calore e la voglia di stare insieme.
Poi per incanto come ultimamente accade la magia si spegne. Come quando d’improvviso alla tele va via l’immagine. Zap! È un attimo e tu non vedi più niente! Forse un po’ di tensione. Forse talvolta esagero, ma non tollero che mi si dica “Stai zitta!” o che mi si svelino quei segreti che sono solo miei e tuoi. È questione di sensibilità e a volte non capisco come ma non ce n’è! Poi la Bettina mi ha fatto riflettere. “Non lo cambierei. A me piace così com’è”.
Alzi la mano chi non ha mai avuto discussioni nella coppia.

martedì 27 novembre 2007

Farfalle nello stomaco

Comincia a farsi sentire l’ansia da partenza.

Sabato siamo andati a casa dei nonni a prendere quello che ci può essere utile in Danimarca: vassoi, tazzine da caffè e quelle due tazzone in cui il nonno ci offriva sempre il the. E domenica, stesso giro a casa dei miei: pentole e padelle, piatti ancora incelofanati, vinti con chissà quale raccolta punti e tenuti da parte, ancora intatti dalla mamma.

Sono giorni in cui cerco di sentire il meno possibile i miei genitori, perché metto in dubbio la mia decisione ogni volta che vedo gli occhioni di mia mamma che diventano gonfi e lucidi quando mi vede e tutte le volte il suo abbraccio si fa sempre più stretto, quasi volesse tenermi inchiodata a sé. E invece la sua bambina scivola via, un’altra volta, questa volta per chissà quanto. La sua bambina autonoma, che cerca lo svincolo, che dopo essere partita per un anno all’estero, e dopo aver cercato l’indipendenza con una casa lontano dal nido, ancora una volta scappa, stavolta per seguire un sentiero di nuvole azzurre, di sole che splende, di sorrisi, di coccole e di abbracci e probabilmente qualche acquazzone. Scappa per seguire un sogno a forma di cuore, di violini che suonano e di farfalle nello stomaco. Farfalle come quelle che mi hanno fatta innamorare di te, le stesse che sento quando penso a noi con il sorriso sognante e come quelle che impazzite volano nel mio stomaco, fra lo sterno e la pancia, che mi fanno venire quel magone quando penso di dover andare via.

lunedì 29 ottobre 2007

If - then


Vi siete mai imbattuti in un linguaggio di programmazione per il web?
Ebbene, perché un comando si comporti in un certo modo, perché al click di un tasto segua una certa risposta del browser, è necessario impostare una serie di regole, che generalmente hanno la forma di un If A=0 then FAI QUESTO


E' così che vengono programmate le pagine web, affinché si modellino sulla base delle richieste dell’utente in modo dinamico e sempre diverso.
Certo, noi esseri umani non possiamo sicuramente darci regole precise, per le quali ad una certa azione facciamo corrispondere sempre quella stessa predeterminata reazione.
Ma per certe cose funziona così. A volte, perché i rapporti abbiano buon esito, è necessario impostare delle regole.
È necessario - nel mio caso - presupporre per esempio la seguente regola
If ORE=23 and VI SIETE VISTI TUTTO IL GIORNO AL LAVORO
then
NON ASPETTARTI CHE TI RACCONTI LA RAVA E LA FAVA
else if ORE=21 and NON VI VEDETE DA IERI SERA
then
PARLATE PURE PER ORE

Oppure
If MONAMUR NON AMA LA CANNELLA
then
NON ASPETTARTI CHE POI SI DIVORI LECCANDOSI I BAFFI LA TUA MERAVIGLIOSA CROSTATA ALLE MELE E CANNELLA (QUINTALI DI CANNELLA…)
end if

Per carità, questi sono esempi banali. Ma se ci pensate, nell’imprevedibilità delle azioni umane, qualcosa può essere meglio gestito da “regole di comportamento”.
Che stupidaggine, direte voi… ma a me, che sono più impulsiva di una pietra appena lanciata da una fionda, non viene automatico comportarmi come si deve, valutare la circostanze e rispondere secondo il modello dello User Centered Design, dove l’USER in questo caso è il mio adorato Monamur! E quindi, scusate se è stupido, ma mi faccio il mio quadernetto di regole, come alle elementari, scritte belle in grande e con la penna bic rossa!

Voi che cosa suggerite?

lunedì 22 ottobre 2007

Sembra facile...

Sono giorni sottili, di carta velina, di quella che soffi e vibra e in un niente si stropiccia. Settimane che una dopo l’altra ci porteranno al via. Mancano poco più di due mesi e le cose da organizzare sono talmente tante che in un bloc notes non ci stanno. Si segnano in lista le priorità… ma come si fa a scegliere, quando tutto sembra importante in egual misura? Dal lavoro nuovo - da cercare - per me, alla casa – nostra - da cercare insieme una volta lì, e la macchina da vendere, e l’abbonamento del Toro, e le amiche da contattare, una per una, per un the di saluti e di chiacchiere, di quelli fatti di lunghe pause e di silenzi, che salutarsi prima di partire fa sempre un po’ tristezza. E dire “ciao, noi andiamo”, andiamo via per chissà quanto. Partiamo per il paese della sirenetta e dei butter coockies.
E salutare quelli del tango, proprio quest’anno che dovevamo fare il saggio, e gli amici granata, e quelli di teatro, che già qualche anno fa mi hanno vista partire, alla volta del Belgio, ma con la certezza di potermi riabbracciare dopo 10 mesi. E invece adesso chissà…

E vai a pranzo da mamma e papà, che ti preparano la pasta al forno che mi piace tanto e che mi guardano contenti, ma impauriti forse più di me, per quello che sarà del nostro futuro in un paese straniero. E sentirli dire che non mi lasceranno mai sola, che per qualsiasi cosa loro saranno lì. Per questa figlia così svincolata, che solo apparentemente se ne frega ma che in fondo ama immensamente coloro che le hanno permesso di vivere la vita che ha e di essere quella che è, nel bene e nel male, con la dolcezza e generosità, mista a paura e insicurezza. E in fondo, cari mamma e papà, lo faccio anche un po’ per voi, che di sacrifici ne avete fatti molti per me. Me ne vado da questo paese che non li premia, con la certezza di poter tornare più piena.

E sono giorni così, fragili come me, pieni di paure e di sensi di colpa. Pieni di speranza, che essere ottimisti non fa mai male, pieni di foglietti e di post-it, che di riordinare non ne ho voglia, perché in fondo non me la sento di avere una visione di insieme di quello che resta da sapere e da fare prima di partire. Sono giorni in cui mi voglio cullare in questa nuvola morbida. Ho voglia di fare le cose un pezzo alla volta, con calma e senza ansia, senza la paura di arrivare con l’acqua alla gola.

Forse non ho ancora ben capito che cosa significherà partire, partire con te e costruire una vita insieme, estinguere il mio conto e aprirne uno insieme a te, smettere di pensare alla mia vita futura e iniziare a costruirne una insieme, fianco a fianco, nel bene e nel male, guardarci negli occhi e condividere ogni istante, sapersi accettare, pregi e difetti insieme, quando la giornata va bene e quando la pasta scuoce, quando il rubinetto gocciola e quando c’è sciopero dei tram, quando torni dal parrucchiere splendida e quando ti alzi al mattino con i capelli arruffati… sembra facile, è così che fanno le coppie, no? Sembra…

giovedì 6 settembre 2007

Al di là della porta


Sono qui, ma nel pensiero sono con te. Con te che adesso vuoi stare solo e non vuoi condividere con nessuno quello che provi. A volte è sano aver bisogno di solitudine. Ma io non riesco proprio a non starti vicino. Una lastra sottile di vetro ci separa e ho paura di infrangerla irrimediabilmente con una telefonata, una parola di troppo, un gesto fuori luogo. E allora me ne sto qui, tentando con tutte le mie forze di trovare la frase giusta da pronunciare. Io che di parole ne faccio uscire a fiumi, ora non so che cosa dirti, non so che cosa fare per trasmetterti al di là di quel vetro tutto il calore e l'affetto che ho per te. Questi miei piccoli gesti rischiano di essere un di più in questo vuoto che lui ha lasciato dentro di te. Un vuoto che ti riempie fino a scoppiare. Lascia che esca questo dolore amore mio, non farlo scoppiare dentro. Buttalo via, spargilo nel vento. Corri via veloce, urla e piangi amore mio. Le mie parole adesso, superflue ed effimere, non serviranno purtroppo a restituirti ciò che ti è stato partato via. Nel rispetto del tuo immenso dolore mi faccio da parte. Silenziosamente presente nella tua vita in questo triste momento. Perchè forse è giusto che tu gli dica addio da solo. Forse hai bisogno di trovare le parole per dirgli quello che in questi ultimi giorni non è stato possibile. Perchè lo so che lui è solo andato dall'altra parte della porta ed è lì con l'orecchio teso che ti ascolta.

martedì 24 luglio 2007

Centrifughiamo! - Il tritato dei ricordi

Mi ero ripromessa di non cadere troppo nel drammatico e nel pessimistico. L'ultimo post effettivamente non era dei più allegri, ma è stato scritto dopo che una sola immagine ha riportato alla luce ricordi che credevo di avere sotterrato nel più nascosto degli angoli, che credevo di avere quasi cancellato, ma in un attimo tutto è ritornato alla memoria chiaro come fosse accaduto in quell'istante: i ricordi e le emozioni erano le stesse di un anno fa, così come il groppo allo stomaco che cercavo stupidamente di mascherare di fronte a lui, autoconvincendomi di averlo finalmente debellato.
Eh, no! non è così che funziona! Chiudo gli occhi e riemergo dal buio dell'abisso in cui per un attimo ero di nuovo sprofondata. Adesso splende di nuovo il sole e mi lascio accarezzare dal calore dei raggi, mi stendo e mi godo questi momenti felici. Adesso è tutto diverso da allora.
E' assurdo come una sola immagine sia in grado di far riaffiorare alla mente ciò che sembrava essere sparito dai ricordi. Mi sono tenuta lontano da ciò che potesse farmi rivivere quel periodo, ma a volte le cose accadono anche se tu non te le vai a cercare. Ma ora sono sicura che basta una bella scossa per riaprire gli occhi e ritrovarmi alla superficie dove splende il sole e dove troverò sempre il mio moccioso ad abbracciarmi.

lunedì 16 luglio 2007

2000 pezzi di pazienza


In un tiepido sabato primaverile, presi dal "niente da fare" e dalla voglia di costruire qualcosa pezzo dopo pezzo, con pazienza e attenzione, comprammo questo puzzle, perchè ci piaceva l'immagine e perchè le pareti della mia casetta nuova erano troppo vuote!
Ebbene, l'impresa si rivelò più ardua del previsto e le pareti della mia casa continuano ad essere vuote in attesa di appendere, solingo, il poster del One Night Show del Mr Tambourine Man

Ma in fondo un puzzle è un pò come una storia d'amore, mica si può raggiungere la serenità e l'equilibrio in un giorno! eh no, sembra facile!! ma 2000 pezzi sono 2000! E sono tanti... Il rapporto ha bisogno di pazienza e di attenzioni, di conoscenza reciproca e di tempo. E quindi, mi sono convinta che il mio puzzle rappresenti un pò la mia storia, che piano piano sta andando avanti. Pezzo dopo pezzo tutti i tasselli finiscono al loro posto e soprattutto con un'enorme, smisurata pazienza, riuscirò a vedere questa splendida ed evocativa immagine appesa sulle candide pareti di casa mia (o cambierò prima casa???).

martedì 10 luglio 2007

Lunga e diritta correva la strada...

Caro diario, oggi è una di quelle giornate iniziate malino, con la connessione ballerina in ufficio, ma che è proseguita raddrizzando pian piano la rotta.

È arrivata la telefonata per il colloquio tanto atteso… adesso bisogna solo incrociare le dita. Dopo i 5 minuti di gaudio e gioia, mi sono resa conto, assieme al mio moccioso, che non ho assolutamente idea di come raggiungere il suddetto luogo. O meglio, dovendo essere lì alle nove, quand’anche fossi armata di Tuttocittà, varie cartine e indicazioni vocali del fido compagno, non avrei speranza. O meglio, potrei arrivarci, ma impiegherei 2 buone orette… Il posto è sperduto nella piena collina cittadina, fra strade sterrate e prati ridenti (no…non è un colloquio per una fattoria… vi assicuro che nonostante la mia descrizione faccia pensare a una bucolica azienda vitivinicola, il posto è per tutt’altra mansione in un’azienda di grande prestigio!).

“Tu lì da sola non ci arrivi”… queste le parole del moccioso! Grande incoraggiamento, direte voi… ma lui sa quel che dice… sono stradine impervie, che mai ho avuto occasione di fare e la sua frase non voleva essere di malaugurio, ma descrive – ahimè! – la dura realtà! Vite fait, si mette a cercare in rete la via migliore (accidenti, proprio adesso dovevano chiudermi il traforo del Pino???), non faccio in tempo a chiederglielo che già me lo vedo accettare l’ardua proposta “… Vieni con meeee???”.

E così, caro diario, per il gran giorno ci sarà anche lui, il mio tesoro, che adesso ha deciso di crearsi anche lui il suo bloggino. E così, eccolo lì che traffica, fra post, layout, link e tag, e ogni tanto mi chiama per risolvere qualche link che se ne va fuori posto. Io lo aiuto, ho disegnato per lui l’header, ma ben altro dovrò fare per sdebitarmi dell’immenso favore che mi fa… buttarlo giù dal letto prima delle 8??? Ci voleva proprio una mocciosa come me per riuscirci!!

martedì 3 luglio 2007

L'attesa

Non è un gran periodo…nonostante si stiano avvicinando le vacanze, è evidente ad entrambi che con esse si avvicina anche dicembre e i tempi a disposizione si fanno sempre più stretti. Lavorare insieme, in queste circostanze proprio non aiuta e spegne anche gli entusiasmi.

Purtroppo mi rendo conto che non possiamo che aspettare, non possiamo far altro che goderci le ore e i giorni momento per momento, cercando soprattutto di non scaricare l’uno sull’altro le ansie e le tensioni. Il destino ha voluto che insieme ci trovassimo in questo posto e che insieme desiderassimo andarcene. Sono sicura che quando sarà il momento opportuno troveremo entrambi qualcosa di stimolante. Il passato ci ha sempre messo alla prova con i suoi bruschi cambiamenti e con il suo scorrere ineluttabile. Se mi guardo indietro, vedo gli ostacoli superati insieme e se volgo il mio sguardo al presente, vedo me e te insieme ieri, l’altro ieri a guardarci negli occhi e a chiederci reciprocamente scusa per i detti che non si dovevano dire e i fatti che non si volevano fare. Ma siamo ancora qui ed è per questo che sono sicura che ce la faremo a sopportare anche questo periodaccio.

… solo insieme ce la possiamo fare!


If there’s a place I want to go
Then I’ll be there with you
Cos in my dreams the things
I’m wishing for
Keep coming true

martedì 26 giugno 2007

Momento difficile

Come è assurda la vita vero? Ci sono volte in cui ti piomba addosso una macigno così, dal nulla, come quando inizia a piovere inaspettatamente, da un momento all’altro, come quando l’orologio si ferma improvvisamente. Così! Capita che ti svegli e sei serena, sei felice, scrivi a un’amica che le soddisfazioni più grandi non arrivano dal lavoro, ma da altri aspetti, e dentro di te lo sai che stai parlando della sfera sentimentale e affettiva. E poi, bum! Capita che invece basta una parola detta male, o una banalissima disattenzione a scatenare una bufera.

È davvero un periodo brutto e spero che passi in fretta. Sono qui per te e voglio solo starti vicino. Te lo scrivo, te lo dico e te lo dimostro… e poi capita che qualcosa venga a disturbare la nostra armonia. Forse non sono sufficientemente forte da capire che è il momento che ti fa reagire così. Ci penso e ci ripenso e mi dispiace, ma non volevo fare niente di male e più ci penso e più mi convinco che la reazione è stata spropositata. Non me lo merito. Ho voglia di piangere perché non è giusto! Continuiamo a dirci che dobbiamo smetterla di fare i bambini, continuiamo a dirci di non essere prevenuti l’uno con l’altro, poi invece capita di prendersela così, con chi poi sai che può capire che era il momento sbagliato. Con chi chiude un occhio e passa oltre. Dovremmo forse essere più comprensivi con noi stessi. Dovremmo essere la forza l’uno dell’altra, non la parete contro cui scagliare la pietra.

È facile prendersela con chi è più fragile. Con chi – guarda un po’ – ti continua a stare vicino, a sostenerti e incoraggiarti e te lo dice e te lo scrive. Non in una letterina, ma su uno stupido insulso blog, nonché attraverso un tenero, affettuoso e dolce sms. Parole inutili evidentemente…

venerdì 22 giugno 2007

Waiting for ... rinnovamento positivo


"Giornata un pò anomala, non ci sono problematiche in ambito lavorativo e negli affetti tutto va come desideri, pero' una forma di scontentezza ti pervadera'. Un consiglio: cerca di rilassarti interiormente, hai bisogno di un rinnovamento positivo".

Questo quello che dicono le stelle per oggi. Non che mi faccia condizionare... ma a volte basta il pensiero positivo come effetto placebo per affrontare la giornata con uno spirito diverso.
Stamattina sono passata in chiesa. Pochi minuti. Ho respirato l'odore di incenso e mi sono seduta, ho respirato e pregato per oggi pomeriggio. Sono uscita e ho tenuto la porta della chiesa aperta a una signora che è uscita subito dopo di me. Mi ha sorriso e mi ha ringraziata. Pochi passi e il ragazzo pakistano che distribuisce City me lo ha consegnato con la solita cortesia accompagnando il gesto augurandomi Buon Lavoro. Rinnovamento positivo dicono le stelle. Sacro e Profano, lo so che non posso mischiare le due cose. Ma stamattina avevo bisogno di affidarmi a qualcuno che può di più di me. Qualcuno che ti protegga oggi amore mio.

Se poi anche l'oroscopo dice "Rinnovamento Positivo"...

In bocca al lupo moccioso!

mercoledì 20 giugno 2007

Raimbow

Sono pronta. Davvero. Adesso è il momento per ricominciare sul serio, ricominciare a camminare insieme senza più ombre alle spalle. È passato del tempo, tutto quello che era necessario, ma adesso sento di avere la giusta consapevolezza e la giusta dose di fiducia e pazienza per essere calma e razionale. Per riempirti dell’amore e di tutte quelle attenzioni che meriti.

Ironia della sorte adesso non sembri più pronto tu… ora che credo di avere scacciato lontano da me ogni diffidenza e ogni paura o almeno provo con fiducia e amore a farlo, ebbene sento che voli via, fuggi e non sei in sintonia con me. Pazienza non ne hai più o forse non vuoi più averne. Ritornano quei modi bruschi, quel tuo chiuderti su di te. Avrei voluto una serata per dimenticare l’anno scorso ma ho frainteso l’entusiasmo iniziale e ieri mi è sembrato di cogliere nella tua voce quella svogliatezza che accompagna solitamente i gesti che ci sentiamo obbligati a fare. Era bello allora sentirti vicino e avere la sensazione che ogni tuo pensiero o gesto fosse per me, senza che nessuno strano presupposto o pregiudizio ti obbligasse… la sorpresa della vacanza al mare, con l’asciugamano in macchina e l’aver previsto l’acquisto del mio nuovo costume … passare le ore sotto casa, vederti con gli occhi lucidi dirmi quanto mi amavi… ma io non ero pronta ad accogliere quei gesti. E adesso che lo sono, sei tu a non avere più voglia. Forse il lavoro non ci aiuta, Adesso in agguato c’è sempre la possibilità che tu spazientito reagisca in malo modo a ogni cosa che io dica. Moccioso, la nostra strada è lunga da fare insieme e al fondo c'è un arcobaleno che ci aspetta, con il suo tesoro. Se adesso tu fossi come allora, se solo recuperassi la pazienza e la calma di allora avresti – ti assicuro – la certezza di avermi per sempre. Avresti al tuo fianco quella docile e forte donna che sono. Avresti meno domande e più carezze.

Te lo prometto.