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venerdì 19 giugno 2009

Un orecchino perduto e il destino


La vita continua e adesso la protagonista principale sono io! Tutti giù dal palco che adesso tocca al mio personal show! Non ci siamo fatte mancare nulla in questa settimana, cominciata venerdì (sisssi di venerdì!) con un bel Summer Party aziendale, che di summer aveva solo il nome, visto che fuori pioveva che Dio la mandava. Ma mica mi scandalizzo per due goccette e quei 15 gradi che qui osano chiamare Estate? Indosso il mio vestitino rosa estivo con scarpe in tono e dò inizio alle danze. Bella la festa, bella la location e buono il menu, cominciato ovviamente alla danese alle 18,30 e finito alle 21. Tornata a casa alle 4 am. Che cosa c’è stato di mezzo? Well … let me think! Free drinks, a lot of free drinks e musica e danze al piano superiore e tanti gossip che giravano su chi faceva cosa con chi. Il vestitino ha avuto successo e me la sono chiacchierata e ballata con una serie di ammiratori, che fanno sempre piacere! E sabato si è replicato con una festa di compleanno con amici, iniziata a casa del FranceseCheDovevoConoscere e che finalmente ho conosciuto e finita in una discoteca fino alla chiusura, le 4,30 di nuovo quando ormai fuori era già giorno inoltrato (non dimenticate che siamo al Nord!). Un’attrazione nata al bancone, un batticuore, un orecchino perso e ritrovato, indovinate un po’?, proprio a casa del FCDC! Quando il destino ci mette le mani… e adesso come finirà? Nessun piano, niente su cui poter scrivere qualcosa. Vedremo la strada che il destino ha tracciato per me. Io continuo il mio show personale. Gioco, lancio i dadi e vediamo dove mi portano, in prigione senza passare dal Via, la carta degli imprevisti, o il Parco della Vittoria… stay tuned!

Intanto domani si parte per un week end in bicicletta sull’isola di Bornholm, con due cari amici, una nuova, lui è l’amico dell’isola felice, D&D come lo chiamo io, che partirà anche lui per sempre a fine luglio. E io sono molto triste ma questa è la strada che il destino ha scelto per lui e contro il destino non posso combattere. In realtà ho imparato a smetterla di manipolare la realtà, ma viverla e goderla per quella che è. E mi sento meglio.

venerdì 10 ottobre 2008

Hairdresser

I Danesi non sanno tagliarsi i capelli. O meglio i parrucchieri danesi sono scarsi e ahimé ne sono stata vittima a mie (expensivissime) spese.
Dunque, per una fanciulla italiana alla ricerca di un parrucchiere in Danimarca la via non é semplice. E si sa quanto noi donnine siamo affezionate al nostro parrucchiere di fiducia, quello che conosce il tuo viso, che ti ha provato tutti i colori per trovare quello adatto, quello che sa il tuo taglio e che hai la rosa lí e che la riga la porti cosí e che non mi deve fare l´effetto mushroom e che ho i capelli fini e che la piastra me li elettrizza e che non mi mette il balsamo perché sono grassi sulla cute, ma secchi alla radice (e lo so che sono una rogna...).
E giá che io con tutti i miei spostamenti ne ho provati molti di parrucchieri, ma avevo i mie due di fiducia, dacché due erano le mie dimore in Italia: una dai parents e una da sola. E quindi adesso che i miei capelli urgevano una botta di vita e non potevo aspettare Christmas. Cosí con la Francese ci siamo promenate nei dintorni di Strøget e Nørreport, ma i prezzi ahimé erano una coltellata nello stomaco. Cose che per un taglio e highlights ti viene chiesta la modica cifra di 1400 DKK (pari a quasi 200 euro!). Me lo avevano detto che estetista e parrucchiere qui sono off limits anche se guardandomi intorno vedo ragazze tutte biondissime - e non tutte natural! – con tagli di dubbio gusto, ma “tagliati” sicché queste danesi fanciulle dal parrucchiere ci vanno e regolarmente pure!
Ma il prezzo non é la sola cosa che mi ha sorpresa! Abituata ad andare dal mio parrucchiere pressoché senza preavviso, aprire la porta e chiedere “Fra quanto mi fai passare?” , but forget about BOOKING, qui entri e tirano fuori un registrone enorme, rilegato perdipiú, che sembra quello dell´Appello a scuola, con diverse colonne per ogni “Parrucchire tagliante”. E cosí le cose si sono ribaltate: non sei tu che vai quando puoi, ma sono loro a riceverti su appuntamento, come dal ginecologo o dal dentista. Tu riservi il Parrucchiere Tagliante che vuoi (si perché puoi scegliere e prenotarne uno in particolare e a seconda dell´esperienza i costi sono variabili) e in quelle 2 ore o piú si dedica a te sola, which is fine, ok, ma se uno ha un´urgenza non c´é santo che tenga, se non hai prenotato non tagli. E qui si entra in un altro discorso, di cui un giorno parleró, riguardante la mania assurda dei Danesi di avere tutto perfettamente programmato e di non sapere che cosa significhi “Caffé al volo” “Sabato ci vediamo x un Aperitivo Improvvisato” and so on. Se vuoi incontrare un Danese devi prendere appuntamento!
Insomma, per farla breve, mi sono rivolta alla mia Manager dagli occhi ProfondoBlu che mi ha salvata (e con me la mia amica Francese e La Professoressa), non solo suggerendomi il suo prrucchiere, ma anche traducendomi in danese le mie richieste (vedi sopra). Prezzo relativamente contenuto, anche se more expensive rispetto all´Italia. 2 ore e mezza di lavoro e procedimento alquanto strano: prima lavaggio e asciugatura, poi taglio da capello asciutto, poi colore su capello tagliato, lavaggio e asciugatura estremamente deludente!!! Abituata a sorbirmi asciugature fin troppo lunghe che mi facevano mettere in dubbio il loro ruolo nella salute dei miei capelli, qui in 3 minuti, forse 5 tutto finito! Niente spazzole tonde a volumizzare i miei super fini capelli, niente lacca, gel, cera e cazzatine del genere! Ho hiesto piega liscia e mi sono ritrovata una pettinatura piattissima da Maria Maddalena, ho richiesto piú volume nel ciuffo davati sulla fronte e mi sono ritrovata con i capelli tutti tirati all´indietro effetto Motocicletta, al che ho chiesto di abbassare un pochino il ciuffoe ho rinunciato alle mie speranze di ciocche lucenti che morbide accarezzano delicatamente il viso e ho iniziato a chiedermi “Sará mica che i miei capelli in sé fanno schifo visto che senza la dovuta piega sembrano un mix di spaghetti e paglietta?”.
Dopo essermi un attimo guardata intorno e soprattutto dopo averne avuto la lampante prova dalla mia collega Spilungona, andata giusto ieri dal parrucchiere, che te ne accorgi solo perché é piú bionda, mi sono resa conto che le soluzioni sono le seguenti:
1) o tutte le Danesi hanno dei brutti capelli che anche appena tagliati sembrano setole di un penello da imbianchino
2) o i Parrucchieri Taglianti danesi non sanno tagliare e zappano

3) e non vogliamo chiamare in causa anche le intemperie? Vento e pioggia credete facciano bene ai capelli?

Insomma, il prossimo week end torno in Italia per un giorno (il 19 alle 6 am siamo di nuovo in viaggio verso CPH – con la macchina!!! Crazy I know!) e come me le spendo quelle 20 e poco piú ore a disposizione? Guess how ;-)

mercoledì 6 agosto 2008

La gita, la spiaggia e il compleanno!









Io ci sono ancora e continua la lunghissima estate danese! Ancora più lunga del normale visto che quest’anno niente vacanze.
Ma non ci facciamo mancare niente, o almeno sfruttiamo al massimo i week end per staccare la spina e rilassarci.
Vi avevo lasciato in procinto di partire per Legoland e lo Jutland. Beh, in 2 giorni abbiamo macinato più di 1200 Km, da non credere!

Le tappe sono state: Copenhagen – Billund / Legoland; Legoland – Aarhus /cena; Aarhus – Aalborg / nanna; Aalborg – Skagen /dove il mare del Nord e il mar Baltico si abbracciano; Skagen – Copenhagen.
A parte una pioggia noiosa durante il giro a Legoland il week end con la coppia Francia-Romania è stato meraviglioso!
E non ci è mancato di gustare dell’ottimo spumante francese reso chic dall’aggiunta di una punta di Kyr alla fragola…. Una chiccheria dell’amica Francese!
La settimana seguente è stata la volta del giro in bicicletta: 60 Km in due giorni… i miei polpacci ringraziano! Ma grazie anche alle temperature finalmente estive (e vi parlo di 25°, niente a che vedere con i picchi italiani!) siamo riusciti a prendere un pò di sole e ad assumere un co
lorino marroncino, il giusto tono da donare al viso una bella aria riposata e molto summer! …Senza mancare peraltro anche di bruciarci! Ma lo avreste detto che il sole in Danimarca scotta?!?
Ma la settimana scorsa è stata anche memorabile per il compleanno del mio Moccioso, a cui è toccata una bella festa a sorpresa, organizzata con cura dalla sottoscritta in un ristorante messicano a Christianhavn! Gli invitati erano un mix di culture ma c’è stato grande affiatamento e la serata è stata piacevolissima! Per le foto e i commenti (in inglese) rimando al
simpatico post di una delle invitate, Christy – from Chicago (http://cpincph.blogspot.com/2008/08/buon-compleanno-william.html)

martedì 13 maggio 2008

Finalmente spiaggia!




Amagerstrand - domenica 4 maggio e ieri .
45 minuti in bicicletta e poi il mare.
In lontananza, il ponte che collega Copenhagen a Malmo.
(che le maglie a maniche lunghe non ingannino... ieri e sabato con più di 20° eravamo in costume)


martedì 18 marzo 2008

God Påske

Domani dunque si parte per festeggiare la Pasqua in Italia, ma sapete come festeggiano qui in Danimarca la Pasqua? Vi racconto qualche curiosità!

In Danimarca durante la Pasqua è tradizione addobbare la casa e la tavola con fiori e decorazioni di colore giallo.

Infatti, la scorsa settimana sono venuti a cena da noi un collega del Moccioso con moglie e mi hanno regalato una bella piantina di Narcisi gialli e glicini! Adesso capisco il significato!



E per questo motivo i danesi chiamano i narcisi "Fiori di Pasqua" (Påskeliljer).

La maggior parte delle famiglie danese celebra la Pasqua con la famiglia, dove i familiari si riuniscono tutti attorno alla tavola che di solito viene decorata con grande cura con narcisi gialli e tovagliolini viola. E' anche molto popolare decorare le uova urante la pasqua e di solito (come da noi) i bambini ricevono uova di cioccolata dai parenti e dai nonni.

Un'altra usanza molto particolare (comune anche per la festa di San Valentino) è quella si scrivere un gækkebrev a un familiare o ad un amico. I gækkebreve sono poemetti o testi in rima senza però la firma dell'autore, che viene sostituita da dei puntini, tanti puntini quante le lettere del nome del mittente, che deve essere indovinato da chi riceve il poemetto. Se il destinatario non riesce a smascherare l'autore entro una data precisa, gli deve regalare un Uovo di Pasqua.




I gækkebreve possono essere decorati con dei bucaneve (vintergæk) messi a seccare dentro il biglietto e colorati e di solito sono biglietti ritagliati secondo un preciso disegno (avete presente i centrini di carta che si facevano all'asilo?).

PROPOSTA:
L'idea potrebbe essere trasferita anche nella blogosfera: ciascuno invia un commento anonimo a uno o due amici nella lista dei suoi link preferiti e al posto del nome mette dei puntini, tanti quanti il nickname. Gli assidui lettori dei propri amici, dovrebbero riconoscere dallo stile chi lascia il messaggio misterioso! Io lancio la fida, chi la coglie?

venerdì 22 febbraio 2008

Latitante! Come back





La paranza è una danza che si balla nella latitanza…

Sono latitante, lo so! Ma ora vi aggiorno a fondo sulle mie prime avventure danesi!

Firstly, what about the language??
Dunque, giunta, sono giunta. Forse dovrei dire “Hallo everybody, here I am! Finally I have arrived in Denmark!”, che di pratica con l’inglese ne dovrei fare un po’… le mie belle figure me le sono fatte: pause, silenzi, verbi coniugati male, sguardi persi sinonimo di “Maccchestaaddìquestoqui?!?”. Cavoli, è dura… non credevo così. È tutta una questione di fluency! La fluency è quella che in italiano mi fa quasi diventare logorroica, a me che piacciono i sinonimi, arricchire le frasi, argomentare, spiegare a fondo, analizzare il significato di ogni singola parola. parole parole parole, soltanto parole, parole d’amor! quante parole riesco a dire in italiano… e in inglese invece, ahimè la cosa si fa difficile!!
Senza contare che all’inglese si aggiunge quell’incomprensibile lingua parlata dagli strani abitanti di questo paese: il danese! Ragazzi miei che casino! Per installare Internet con manuale completamente in danese ci abbiamo impiegato 5 ore!!!
La settimana scorsa all’università stavo per mettermi a piangere… cercavo disperatamente un elenco di corsi tenuti in inglese ai quali poter assistere, ma niente… nada de nada! Tutto completamente in danese! E mi sono talmente demoralizzata che non ho avuto il coraggio di chiedere a nessuno!

Sì, perché dovete sapere che mentre rispondo ad annunci e cerco lavoro, mi sono messa in testa di voler migliorare la lingua e quindi ho deciso di seguire un paio di corsi in inglese. Dovete sapere che qui le lezioni sono molto interattive e il numero di studenti per classe abbastanza ridotto rispetto a ciò a cui siamo abituati in Italia. Il professore conosce dunque per nome gli studenti e sa perfettamente se sei nuovo della classe. Impossibile scampare! E infatti sono subito stata additata con un Have you ever been here?? No… e dopo la spiegazione che non sono studentessa, che il mo fidanzato lavora in Denmark e che anche io cerco lavoro, la sorpresa è che sono stata accolta a braccia aperte nella classe!! Incredibile! Io continuo a stupirmi di questo rapporto abbastanza informale con i professori, anche in Belgio era così, ma in Italia le cose sono proprio diverse! Non c’è interazione alcuna in classe… al momento sto seguendo un corso di Cross-cultural communication e uno di Mediasociology e sono in cerca di un corso di conversazione in inglese, ma sono tutti molto costosi!

Nel frattempo ho anche trovato un corso che si chiama Leggere Torino, la professoressa è torinese e il corso è in italiano e gli studenti sono una 15ina fra pensionati e amanti dell’Italia che stanno studiando l’italiano e che imparano qualcosa su Torino leggendo Culicchia!! E la prof è stata super contenta quando mi ha vista in classe e ogni volta che spiegava qualcosa su Torino cercava il mio sguardo per avere conferma! Al termine della lezione mi ha consigliato un’associazione culturale che si chiama Serate Italiane e abbiamo sospirato paragonando la Stroget di Copenhagen alla nostra Via Garibaldi… (sospiro…)

Secondly, what about love?
Con il mio moccioso le cose vanno bene, è super premuroso nei miei confronti e dopo la giornata di sconforto all’università è tornato a casa con un pacco delle mie patatine preferite! Mi dice sempre che posso comprare quello che voglio e che l’unica cosa che non vuole è che io mi annoi a casa. Se io sto bene per lui non ci sono problemi. Peccato che a complicare le cose si intromette sempre la mia grande ansia per la lingua e per il lavoro… lui ribatte invitandomi a stare calma, che con calma risolveremo tutto… Un po’ per volta.
E così vado all’università e mi faccio delle flebo di BBC! E le cose pian piano stanno migliorando, anche il mio morale va su, almeno fino a quando non mi trovo a tentare di conversare con studentesse australiane o canadesi o americane e lì la mia faccia si trasforma in un enorme punto interrogativo!

Thirdly, what about social life?
Ieri ho avuto la prima uscita da sola con due ragazze appena conosciute: una francese collega del Moccioso e una spagnola sua amica che – GUARDA IL CASO! – lavora nella stessa agenzia di pubblicità dove ho inviato il curriculum e mi ha promesso che avrebbe parlato con la sua Boss! Che meravigliosa serata! Prima SPA: Jacuzzi e sauna 100 DKK prezzo onestissimo!! Poi cenetta in meraviglioso localino neanche caro con candele sparse dovunque a rendere l’atmosfera intima! Proprio bello! Una seratina a parlare fittto fitto in francese e qual cosina di inglese. Siamo state anche draguées da un uomo irlandese che ci ha attaccato una pezza incredibile nella Jacuzzi!

Finally, what about Danish people?
Dovete sapere che i danesi amano le candele: nella nostra casa, che affittiamo già arredata, ce ne sono un bel po’!

I danesi inoltre non hanno la cultura della sala da bagno dovete vedere quanto sono piccole e male attrezzate: noi che siamo abituati ad avere scaffali, ripiani, armadietti per detersivi e beauty-case, appendini per asciugamani ed accappatoi … niente di tutto ciò! 4 mq a dire tanto con lavandino mignon, doccia e WC e giusto 3 mini appendini!
E io tutti i mie trucchi, creme ecc dove me li metto!? Prossimo week end infatti ci dedichiamo a qualche acquisto, anche perché è a una settimana che viviamo immersi da scatoloni pieni di vestiti che non sappiamo dove mettere perché l’armadio della camera è troppo piccolo!! Ma come fanno qui?!?

I danesi poi sono persone che si fanno i fatti loro, quando Sali sul treno raramente senti squillare un telefono o senti chiacchierare. Sovente hanno l’Ipod alle orecchie, però se domandi loro informazioni ti rispondono molto gentilmente. La cosa divertente è successa dopo la lezione di Leggere Torino! Protagoniste: io, la prof torinese, una ragazza di Cagliari e una cinese di Shangai che parla italiano nel corridoio dell’università a chiacchierare amabilmente. A un certo punto si apre una porta di una classe e una ragazza ci invita a non fare troppo rumore perché disturbiamo la lezione! Ah, les Italiens!!!

Vi terrò aggiornati, promesso!
Prossimo post sarà sul cibo, quello loro e quello cucinato da noi! Con foto della nostra dispensa!!
A presto!

venerdì 25 gennaio 2008

08 02 2008



Non è un codice a barre, non sono i risultati del Super Enalotto. E' il grande giorno, quello prescelto per la partenza. C'è chi decide di sposarsi il 07-07-2007 e chi di partire lo zero otto zero due due zero zero otto. Ambo!

In realtà è stato un caso, le tariffe quel giorno erano abbastanza convenienti, anche se lievitate rispetto a una decina di giorni fa, quando la mano iniziava a tremare ogni volta che stavo per premere il tasto "Continua".

E così oggi ho preso coraggio, ogni azione e gesto attorno a me sembra volermi rassicurare sulla scelta presa. Dei segni che il cielo mi manda. Lo so che sono solo suggestioni, ma ho la sensazione di star facendo la cosa giusta. Sono serena. Contenta. Emozionata.

Com'è che diceva Coelho?

Tutto l'universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.

Speriamo...


giovedì 17 gennaio 2008

I danesi, questi sconosciuti!


Sono di ritorno da un meraviglioso week end a Copenhagen e – purtroppo – il magnete della sirenetta non è l’unico souvenir che mi sono portata dietro: da ormai qualche giorno mi fa compagnia un inesauribile raffreddore che temo stia facendo spazio anche alla tosse!
In ogni caso, non volevo postare le mie condizioni fisiche ma qualche osservazione sui danesi, questi sconosciuti!

Beh, intanto non è vero che fa freddo, o almeno, abituata al rigido clima della Capitale Sabauda, non è che abbia sentito proprio la differenza, anzi: quasi quasi fa più freddo qui, però lì c’è un vento che ti uccide! E poi viene giù a tratti quella pioggerellina finissima e fastidiosissima, quella che “Non apro mica l’ombrello per due goccette così” ma la piega perfetta e la devi dimenticare: impossibile da tenere a bada. La cuffia è un must, missà che dovrò dire addio alla mia frangetta spumosa e morbida, sigh!
I danesi sono puntuali e non fanno rumore da nessuna parte, nemmeno in metropolitana.
I danesi sono rispettosi: quando sono alla fermata del treno o della metro, si mettono ai lati delle porte per lasciare scendere i passeggeri prima di salire (giuro che lo fanno!!!). Quando la fermata è particolarmente affollata, un controllore dirige il traffico e fa posizionare i passeggeri che devono salire ai bordi delle porte in modo che la gente che deve scendere possa farlo senza problemi, dopodiché lascia salire le persone (VISTO CON I MIEI OCCHI!!).


I danesi vanni in bicicletta sempre, anche con la pioggia, anche con 0 gradi!
I danesi sono fiduciosi nei confronti del prossimo: sovente non mettono il lucchetto alla bici. Sui treni inoltre ci sono degli spazi appositi per tenere ferme le biciclette: dei “cosi” all’interno dei quali infili la ruota della bici e lei sta ferma.
A Copenhagen il semaforo diventa giallo sia prima di diventare verde che prima di diventare rosso.
A Copenhagen non ho aspettato per più di 2 minuti (2!!) il treno/metro/pulman (è altresì vero che i biglietti per una corsa singola costano quasi 4 euro!).
Nel quartiere rosso di Copenhagen ci sono i sexyshop con foto dove ben poco è lasciato all’immaginazione.
I danesi non hanno mai fretta, sorridono e sono sempre sereni e gentili, ma non danno molta confidenza.
Chiunque a Copenhagen parla inglese.
A Copenhagen il latte non sa di latte, la carne non sa di carne e lo zucchero non zucchera!


A differenza di come succederebbe qui in Italia, a Copenhagen vicino alla sirenetta non ci sono banchetti che vendono souvenir, fotografi che ti fanno la foto con la sirenetta e ristoranti/ bar che si chiamano “Little Mermaid”. C’è un unico chioschetto, che però abbiamo trovato chiuso! Strano no?
Copenhagen – København significa “Porto dei Mercanti”.


Una pizza margherita a Copenhgen costa in media 99 DKK, 13 euro circa… meglio farla in casa né?? Però i Makaroni della Coop danese non sono male! E c'è anche il Gorgonzola Igor!!
A qualsiasi ora sulla TV via cavo a Copenhagen può capitare di vedere delle partite di Palla Mano… che sia lo sport nazionale?!? Ma facendo zapping ci è anche capitato di vedere un torneo di freccette.
A Copehagen c’è un quartiere che si chiama Christiania, un ex edificio militare, ora occupato da new hippy e punkabbestia, ancora però di proprietà del Ministero degli Interni. In qustio quartiere non si possono fare foto, le persone che ci vivono abitano in baracche e vecchi edifici completamente ridipinti con colori vivaci e graffiti. La filosofia del quartiere è “Peace and Love”, si fuma liberamente la marja, però può capitarti di incontrare una famiglia normale che porta i bimbi a giocare nel parchetto interno. La birra qui ha dei costi estremamente convenienti (3 euro contro gli 8-9 del centro città) e le persone non pagano le tasse su quello che guadagnano. All’uscita dello Stato Libero di Christiania c’è un cartello che dice “Stai ora entrando nell’Unione Europea”.
Ho anche visto da fuori la nostra casetta… saremo a Valby, una delle 15 municipalità in cui divisa Copenhagen, a 6 minuti di treno dal centro.


Che strano… la città mi ha fatto una bella impressione, non c’è confusione e tutto è preciso e ordinato, prati all’inglese e non una cartaccia per terra. A parte la barriera della lingua, che è davvero incomprensibile, credo che mi troverò bene. Il costo della vita è tuttavia elevato e questo forse ci creerà qualche problema, almeno all’inizio, ma sono pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà. Le persone sembrano serene, si vedono le famiglie che passeggiano per le strade del centro e le mamme sono molto più giovani della media italiana. Forse a parità di costi, esiste uno stato sociale altrettanto solido. Ma questo ve lo saprò raccontare solo quando sarò lì. Oggi sono venuti a ritirare i nostri pacchi, per un totale di 39 colli, biciclette comprese. E quindi ci siamo. Ora però devo comprarmi una valigia nuova e capiente… con i saldi in corso il mio bagaglio mensile è come dire, lievitato un tantino!

martedì 16 ottobre 2007

Adesso si parte davvero...


Sì, la risposta è sì!

Adesso si parte davvero. Tutti i sogni, le fantasie e le paure adesso stanno per realizzarsi, nel bene e nel male. Il nuovo anno ci trascinerà via dalla Capitale Sabauda, per farci atterrare nel paese di Babbo Natale.

Un tuffo nell’ignoto, nel bel mezzo di una città nuova, sconosciuta. Una vita da costruire in due. Una casa da cercare, arredare, abitare e rendere nostra. Una Mini-Italia nel bel mezzo del Nord-Europa. Già già. Sto già pensando a come portare con me la caffettiera, la pasta Barilla, le mie ricettine e tutte le mie scarpe, dove le metterò?? E farà freddo? La piccola Naurwain, ribattezzata dal moccioso “Caschetto d’Oro” per via della nuova nuance che hanno assunto i miei capelli dopo una lunga seduta dal parrucchiere, si sa, il freddo lo patisce anche in Sardegna in pieno agosto! Ma nossignori, pare che il clima sia abbastanza mite, qualche grado di differenza rispetto a Torino. Allacciate dunque le cinture miei cari! Pronti a partire con noi??

Destinazione Copenhagen – Denmark! Per il momento, solo andata…