venerdì 20 giugno 2008

Il cambio dell'armadio e altri pensieri


Il cambio dell’armadio si fa in genere due volte l’anno: in primavera, per gli abiti estivi, e in autunno per gli abiti invernali. Ma per me si è fatto di nuovo questo pomeriggio. Nel mio guardaroba non avevo infatti previsto vestiti da ufficio, che avevo lasciato coperti nell’altro armadio, in attesa di usarli all’occorrenza: l’abito classico giacca e pantalone, ma anche gonnelline, tubini, camicette e sottogiacca. La mia parte di armadio era composta invece da colorate gonne primaverili, jeans e pantaloni casual, quello che in genere mettevo per uscire. Stamattina, insieme al contratto, mi hanno anche mandato le informazioni generali sull’azienda, fra le quali si legge: “Dress code for office employees at “BIG COMPANY” is jacket and tie for men and corresponding business apparel for women”, per cui l’operazione si è resa necessaria. Il tutto è stato accompagnato da prove costume per vedere che cosa poteva essere abbinato a cosa e per una buona oretta il disordine ha regnato sul lettone, per terra e il tutta la stanza. Adesso l’operazione è compiuta. I miei completini sono pronti nell’armadio e ho anche avuto cura di separare “magliette che vanno bene per l’ufficio” da quelle che “vanno bene per uscire”. Ho allineato le scarpe sotto la cassettiera e mi sono anche accorta di non avere un numero sufficiente di collant leggeri… pazienza, ne acquisterò qualche paio! E spero di abituarmi in fretta ai tacchi, li ho messi per due giorni di fila per i colloqui e mi sono ritrovata con vesciche un po’ dappertutto! Ma come fanno le donne in carriera?!?

Stamattina invece ho fatto il primo passo per diventare una regolare cittadina italiana in Danimarca! Grazie a questo lavoro, posso finalmente ricevere il CPR Number ed essere regolare al 100% Evviva! Così nel giro di pochi giorni posso anche aprire il conto in banca (senza questo numero è impossibile!). E le abitudini cambieranno ancora… Nuovi orari a cui abituarsi, nuove preoccupazioni e ansiosa come sono, inizio già a pensare come fare a gestire la casa! A volte lo so, mi faccio prendere troppo dalle cose, me le vedo tutte schiantarsi contro e sembra che debba arrangiarle tutte insieme. Invece sarebbe molto più semplice pensare a una cosa per volta: il lavoro, la spesa, la casa, stirare, uscire… oddio, già troppe!

giovedì 19 giugno 2008

Problema.



Immaginate di trovarvi in questa situazione, come vi comportereste?
Avete fatto un colloquio in un’internet company, dove erano davvero entusiasti del vostro background e questo non poteva che farvi piacere. Il vostro profilo poteva andare bene per due interessanti posizioni nello stesso campo in cui vi siete formati. Lavoro interessante, stimolante, quello che desideravate fare.

Avete fatto un altro colloquio in una grande, prestigiosa azienda internazionale con Headquarters a Copenhagen. Avete trovato questo lavoro tramite Adecco. Il lavoro è temporaneo, di 6 mesi, ma al colloquio erano così entusiasti che vi hanno detto che probabilmente sarà prolungato. Nonostante l'azienda sia prestigiosa, il lavoro purtroppo non ha niente a che vedere con il vostro background. Tutto da imparare! Lo stipendio è buono e i 6 mesi sono positivi perché se non vi piace potete smettere senza lunghi preavvisi.

Ieri quindi mi telefona Adecco dicendomi che la BIG COMPANY voleva assumermi e avrei dovuto dare una risposta entro oggi. Ero contenta ma sarei stata ovviamente più contenta di essere assunta nell'atra azienda così ho telefonato dicendo loro che la BIG COMPANY mi aveva offerto un posto di lavoro, ma che avrei rifiutato se loro mi avessero detto che erano interessati a me. E loro sono interessati a me e hanno apprezzato la mia onestà, ma sono la prima persona italiana che incontrano e non se la sentono di decidere prima di aver sentito anche gli altri 2 candidati. Mi hanno detto che il lavoro alla BIG COMPANY è un'ottima opportunità e se in qualche modo non dovesse piacermi sono autorizzata a ricontattarli in ogni momento.

Ecco, voi che cosa avreste fatto?
Perché io ho accettato la BIG COMPANY…

Non so se ho fatto la scelta giusta. Se non avessi avuto la BIG COMPANY tra le mani e avessi potuto aspettare magari mi avrebbero scelta. O magari no, e così avrei perso tutte e 2 le opportunità. E non volevo! Anche perché qui è molto difficile trovare lavoro per gli english speaking, soprattutto nell'ambito della comunicazione e se avessi rifiutato chissà per quanto altro tempo avrei dovuto aspettare. La BIG COMPANY è una grande azienda internazionale, è un ottimo modo per iniziare e chissà che non mi piaccia quel lavoro. Dall'altro lato abbiamo bisogno di questo lavoro, ho bisogno di fare esperienza, di uscire da casa e di vedere gente. E se non dovesse piacermi pazienza, posso smettere quando voglio.
Del resto, avrei potuto aspettare di sapere, lasciandomi scappare questa opportunità, ma se poi non mi avessero presa? In Italia un'occasione così non me la sarei fatta sfuggire...

Insomma, lunedì comincio anche io a lavorare. Sono contenta, agitata e confusa…

mercoledì 18 giugno 2008

Looking for job


Ecco che quando meno te lo aspetti arrivano tutte insieme. Banale, sarà banale, seppur vero.
L’ho cercato, ci sono rimasta male di fronte ai primi colloqui, di fronte alle prime offerte, di fronte alle prime difficoltà con la lingua. Che tanto è facile raccontare e raccontarsi padroneggiando perfettamente l’italiano, ma vendersi, e vendersi bene in inglese è stato per me un muro difficile da superare. Adesso che sono oltre, arrivano anche i complimenti, le facce sorprese sentendo la mia età e le esperienze che ho. Ieri e oggi mi sono sentita una star sul tappetino rosso a Cannes. Io raccontavo semplicemente quello che ho fatto e loro partivano con i flash e rileggevano entusiasti il CV.
Poi è accaduto l’impossibile. Non una proposta di lavoro, ma una scelta fra due: quella che sento faccia più per me. E stamattina di nuovo: me incredula, nel mio completino nero giacca e pantalone, nelle mie scarpe con tacco a punta che mi facevano anche un pò male a dire la verità, a sentire il manager di questa mega azienda internazionale con Headquarters a Copenhagen che mi diceva quanto ero qualificata! E no che non ci credevo!
Alla fine della storia, mi ritrovo a scegliere fra due posizioni in una Internet Company e sarei anche assunta a partire da lunedì prossimo dalla mega azienda internazionale, inizialmente per 6 mesi, probabilmente per più tempo. Volevo tirarmi i capelli per avere la prova che stava accadendo sul serio. Valgono come prova le vesciche sui piedi?

lunedì 16 giugno 2008

Questione di educazione


Inizio a essere un pò stufa! Stufa di fare la parte della disponibile, stufa di impegnarmi a ricercare materiale senza ricevere feedback alcuno, stufa di fare e dare agli altri per il piacere di darlo, ricevendo indietro totale silenzio se non addirittura ulteriori stupide pretese.
Non chiedo niente in cambio, se non educazione. L’educazione che fa abbassare la testa e l’umiltà di ringraziare quando qualcosa di extra ti viene donato, l’umiltà di sapere riconoscere gli errori di fronte a un evidente, enorme gesto di menefreghismo. Sto imparando a mie spese che le persone, gli estranei in particolare, pensano al proprio personale ritorno e interesse. A poco importa la parola data in merito a un incontro, un ricevimento per la precisione, un’offerta spontanea di un passaggio in auto per un posto lontano Kilometri, da parte tua che qui ci vivi e ce l’hai, la tua auto! Salvo poi dimenticarti completamente della parola data, nonostante le attese un’ora oltre l’orario di ufficio e l’orchidea acquistata per l’occasione. Tu disegni diamanti, io cerco lavoro. Tu telefoni a qualsiasi ora della giornata a Singapore come a Valenza, io cerco di parlare con la mia famiglia tramite internet. Tu passi la giornata portando a spasso il cane, io spedisco CV, cucino, lavo e stiro. Tu compri torte in pasticceria, panini e cena pronta dalla gastronomia, io leggo ricette e mi impegno affinché riescano. Pensavo fosse la classe sociale a dividerci, invece è qualcosa che va oltre.
E ancora riflettevo in seguito a un secondo episodio, diverso ma simile. A poco importa aver impiegato mezzo pomeriggio a cercare acconciature e abbigliamento adatto al vostro spettacolo. A poco importa essersi offerti di disegnare il volantino e di aiutarvi nell’organizzazione, perché quello che in fondo vi interessa è avere le cose di cui necessitate in tempo. E poco importa se io non vi conosco nemmeno, non ho nemmeno una parte nel vostro spettacolo e nonostante ciò abbia spontaneamente offerto la mia disponibilità ed esperienza. Non sono pretese le mie, non si tratta di rispondere con gesti eclatanti, ma è educazione, ancora una volta. La stessa che dovrebbe impedirti di usare il maiuscolo per sottolineare qualcosa nella mail, quasi fossi incapace di leggere! Qualcosa che peraltro avevo specificato nella famosa mail passata inosservata. Sono un pochino stufa e non sono certa di voler proseguire per questa strada con questo tipo di persone.
Una volta, qualcuno mi disse di circondarmi solo di persone che mi vogliono bene. Difficile a farsi qui… diciamo che dopo una fase di beneficio del dubbio posso decidere se sono persone Bene o meno. Che cosa può portarmi a decidere? Di certo l’EDUCAZIONE, l’UMILTA' e la DIMOSTRAZIONE DI INTERESSE CHE VA OLTRE IL BISOGNO SPECIFICO. Questo sì che me lo devo scrivere in maiuscolo!

lunedì 9 giugno 2008

1, 100, 10.000




E no che non sono impazzita!!

Non sto dando i numeri!

1 perchè da un mesetto ormai questo blog ha compiuto un anno!! Evviva!
e anche perchè stasera si festeggia la 1° partita dell'Italia agli Euopei e per l'occasione siamo stati invitati da due amici (una francese e un rumeno guarda il caso ;-)). Vuoi presentarti a mani vuote? Eccertochenno!! E così per l'occasione ecco un vassoietto allegro di tartufini al cioccolato. La ricetta è sempre la solita, cambia la copertura: nocciole sminuzzate, cocco a scaglie, bastoncini colorati e cacao amaro in polvere!



100 per il centesimo post su questo blog. 100 pensieri, 100 riflessioni, 100 frammenti di me allegri, banali, lagnosi, confidenziali, golosi. 100 cubetti, uno sopra l'altro. Immagini raccolte, sistemate per bene, o anche no, racchiuse in un'ampolla, da aprire all'occorrenza e riassaporare semmai.

10.000 invece sono le impronte di quelli che sono passati in questo spazio, hanno bussato e trovato la porta aperta, si sono accomodati per un caffè, due chiacchiere, un pensiero, un saluto.

Grazie!

martedì 3 giugno 2008

Kærnemælk, ovvero il Latticello



Continuano le sperimentazioni gastronomiche!

La Premessa: bisogna dire che l'azienda dove lavora il Moccioso mette a disposizione dei dipendenti cartoncini simili a quello nella foto contenenti Latte, che i Danesi si bevono come fosse Coca Cola, in qualsiasi momento della giornata, pranzo compreso. Capita così che a volte torni a casa con qualche cartoncino di latte che non ha bevuto durante la giornata (leggi colazione!). Ma da qualche giorno a questa parte, i cartoncini sono stati sostituiti da erogatori di latte. L'unico ancora in formato barattoletto era questo kærnemælk.

Il Fatto: Oggi il Moccioso se ne arriva quindi con questo barattoletto di cartone, dicendomi disgustato che l'aveva preso credendo fosse latte e invece ha un gusto tremendamente acidulo!

Lo assaggio e non posso che confermare! Mi dirigo quindi vero la pattumiera, ma poi mi chiedo cosa diavolo vorrà dire kærnemælk.... Insomma, sarano anche precisi sti danesi ma il Latte è uno solo, non possono esistere mille varianti. Così lo cerco e Santa Wikipedia mi impedisce di compiere un sacrilegio!! (E qui mi rivolgo a quelle che cercano disperatamente questo prezioso ingrediente che ho la fortuna di avere gratis!!)

E così lo ripongo in frigo e dico al Moccioso che presto ci farò un cake per la colazione che ho visto qui! Lui mi guarda disgustato...

Tykmælk... What's that??


Sarebbe stato troppo facile se Mælk fosse significato Latte sempre e comunque, no?? Da noi Latte è Latte, altrimenti si chiamerebbe Yogurt o Panna o Ricotta o che so io....?
E invece no! Perchè questa cosa qui non è affatto latte!! Ma lo leggete anche voi Mælk? Insomma, domenica siamo andati alla Metro e fra le altre cose dovevamo comprare anche un banalissimo cartone di latte. Dopo aver stazionato un quarto d'ora nel banco frigo, il Moccioso torna da me (io avevo troppo freddo...) con questo cartone. E ci avviamo alle casse. Ma a casa questo Latte mi fa venire di dubbi... era troppo pesante e a scuoterlo sembrava più denso del latte normale.
Ebbene sì, l'acquisto del latte anche in un normale supermercato qui richiede una scelta attenta e meticolosa. Nel grande frigo trovi lo Yogurt (ma scordatevi i mini barattoletti tipo la Yomo da 125 ml... qui solo da 500 ml in su... sigh! bandite dal mio ricettario tutte le ricette formato "barattoletto dello yogurt"!), lo yogurt da bere, lo yogurt greco, le fromage frais, il la
tte al cioccolato, la panna, la panna al caffe, la panna con non so che cosa dentro, la crème fraiche (diverse marche e diverse percentuali di grassi) e infinite varietà di latte, che nella mia profonda ingenuità credevo fossero la traduzione danese del nostro Latte Intero, Parzialmente Scremato e Scremato. E invece no!! Perchè oltre a differenziarsi per marca e percentuale di scrematura, qui ti trovi anche il Tykmælk che lungi da essere un tipo di latte!!
Insomma, lo apro e lo verso in un bicchiere. Bianco è bianco, ma è cremoso, un pò di più dello yougurt da bere, un pò meno dello yogurt normale. E' acidulo. Il gusto sembra Creme Fraiche (o panna acida che dir si voglia) ma è molto meno grasso (solo 60 Kcal per 100 ml). E quindi mi ritrovo con sta cosa qui che non so come usare... Ieri mattina ho provato a mischiarla con un paio di cucchiai di ketchup, una punta di senape, olio, sale e aceto e ci ho condito un'insalata di carote.
Buono era buono, ma la domanda è: Che Cosa Me Ne Faccio di 1 Litro di Tykmælk??
Suggerimenti??