
mercoledì 16 dicembre 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Midsummer

E ieri per festeggiare la Midsummer siamo andati alla spiaggia di Amager Strand e abbiamo fatto un pic nic. Peccato per il vento freddo che ci ha fatto lasciare la spiaggia alle 22. Per il resto bella serata, fatta di chiacchiere con i soliti cari amici, teli mare e copertine stesi per terra, una miriade infinita di biciclette, un sacco di gente che si è riversata sul lungomare per vedere le streghe bruciate. Il solstizio d’estate in Danimarca è chiamato la Sankt Hans aften (la sera prima di San Giovanni letteralmente) e nel 1700 era il giorno in cui gli uomini e le donne sagge raccoglievano le erbe speciali necessarie per guarire la gente durante il resto dell’anno. I Vichinghi celebravano la Midsummer recandosi in pozzi curativi e accendendo grandi falò per cacciare gli spiriti maligni. Oggi non si va più alla ricerca di pozzi ma la tradizione dei falò sulle rive di laghi, in spiaggia e dovunque vi sia una fonte di acqua è rimasta. Negli anni 20 è comparsa la tradizione di bruciare una strega.
giovedì 11 giugno 2009
Me

mercoledì 13 maggio 2009
Lettera.

domenica 22 febbraio 2009
Lacrime

Si può essere diversi, me ne rendo conto ogni volta che la realtà mi fa incontrare persone che agiscono diversamente da me e che salvaguardano il loro amore dalle minacce con molti meno sforzi rispetto a quelli che mi ostinavo a mettere in atto. Inconsciamente queste persone mi sbattono in faccia i miei errori ogni giorno. E ogni volta che ci penso mi sento male. Un laccio mi soffoca e mi toglie il respiro. E ripenso tra le lacrime a tutti i ricordi più belli che ho con te, quelli che ormai fanno solo parte di un capitolo chiuso del passato e che io continuo a voler rivivere stupidamente nel presente. Come ho potuto farti tutto questo? Tu che eri la ragione per alzarmi ogni mattina e che niente mi rendeva più felice che accudirti e pensare a che cosa ti avrebbe fatto piacere. E mi impegnavo. Ho anche comprato un libro di ricette, che mai ho seguito alla lettera, perché lo sai a me piace fare di testa mia. Stupida che sono. Ripenso alle parole che mi hai detto domenica scorsa… tu volevi solo una fidanzata che ti stesse accanto con amore, non un’altra mamma. Inutili tutti quei dolci, avrei dovuto accorgermene prima che non erano le torte a farti piacere ma solo avere accanto una donna che ti amasse. Togli tutto quello che di me ti ha fatto soffrire. Resterà una donna che ti amava. E che ancora…
Sono riuscita a renderti ansioso, tu che sei la persona più pacifica di questo mondo. E ti assicuro che avrei voluto renderti felice con tutta me stessa. Avrei voluto essere io la donna che ti rendesse felice. E invece no. Non sarò io quella. Ma il manuale per la perfetta fidanzata non esiste ed evidentemente io non ci sono tagliata. Ma sto imparando, ora che non ci sei più. Sto imparando che le persone è giusto che abbiano i loro spazi, che anzi questi arricchiscono di più la coppia. Che non posso tenerti stretto a me, perché questo è stato il metodo infallibile per farti scappare lontano. Ora che sento che il game is over. Lo so che sarà così. Nessuno si ributterebbe da 1000 metri sapendo che si farebbe male. Nemmeno se stavolta ti promettono un paracadute e un telo di sicurezza. Lo so bene che il capitolo è chiuso definitivamente. Lo sento. Una volta che il leone esce dalla gabbia, ha voglia di correre ed esplorare e l’ultimo dei suoi pensieri è quello di ritornare nella gabbia. Anche se stavolta è un ampio recinto. Chi ti assicura che non ti farò più stare male?
E adesso cerco di uscire e divertirmi, perché tanto lo so che è tutto finito. E cerco di fare quella che reagisce, che è forte, ma tanto lo sai che non sono così. Ci provo, ogni tanto ci riesco anche. Ma poi i ricordi riaffiorano e la realtà è quella che non ci sei. Ciò che mi fa male è avere la quasi certezza che non ti manco, che adesso assapori la libertà e vuoi solo scappare via lontano da me. Ma io sono sempre io. Quella che ha un sacco di sogni, è anche per quello che ti piacevo. Ma forse adesso hai bisogno di una donna e non di una che crede ancora alla storia del “Vissero felici e contenti”. Le principesse vivono solo nelle favole e la mia favola è un mondo tutto rosa dove le persone sorridono sempre e tutti si voglio bene. Ho sbagliato tutto con te e capiterà ancora di pensare ai miei errori e le lacrime cominceranno a scendere sul mio volto. E io le lascerò scorrere. Le raccoglierò in un cestino e le conserverò perché mi ricordino i motivi per cui sono state versate. E per impedirmi di versarle ancora per le stesse ragioni.
sabato 21 febbraio 2009
Riscopro l'istinto

sabato 14 febbraio 2009
Good Mood
mercoledì 11 febbraio 2009
L'albero

mercoledì 4 febbraio 2009
Think Positive - I miei propositi per il 2009

lunedì 2 febbraio 2009
Day #1

sabato 31 gennaio 2009
.
lunedì 19 gennaio 2009
New deal

martedì 9 dicembre 2008
Jule traditions

La vita danese procede, fra tradizioni locali e feste italiane mancate (come oggi).
Abbiamo cominciato ad assaporare il Natale il 7 novembre con il J-dag ovvero il giorno della Julebryg (la Birra di Natale).
Si tratta del primo girono in cui la Tuborg lancia la birra di Natale e questo giorno viene celebrato con grandi feste in tutti i bar e pub di Copenhagen e non solo. L´evento viene celebrato nationwide e vede tutti I locali distribuire birra gratis a partire dall´ora X, cioé 20:59. E la mia nuova compagnia che rispecchia in pieno lo stile danese, ha celebrato il giorno a partire dale 16 di venerdí 7 novembre, quando in tutto l´ufficio, quando mancava ancora un´ora alla chiusura dei PC per il week end, sono cominciate a girare bottiglie di birra e gommose rigorosamente Haribo. Ero sconvolta, piacevolmente sconvolta, nonostante giá nella precedente compagnia mi era capitato che venisse distribuita birra il venerdí pomeriggio o che ogni motivo fosse buono per portare e mangiare caramelle e Danish pastry durante le ore di lavoro!
E la scorsa settimana é partita un altra tradizione, svedese stavolta: la caccia al Nisse. Si, non posso proprio lamentarmi del mio nuovo ufficio, un piacevole modo di unire diletto e dovere e per fare team building visto che poi con i tuoi colleghi ci lavori e ci passi la maggior parte del tuo tempo.
La caccia al Nisse dicevo.
Ecco la soiegazione di questo gioco:
A Nisse is a mythical creature of Scandinavian folklore. Nisse were believed to take care of a farmer's home and children and protect them from misfortune, in particular at night, when the housefolk were asleep. The Nisse was often imagined as a small, elderly man. Despite his smallness, the Nisse possessed an immense strength. Even though he was protective and caring he was easy to offend, and his retributions ranged from a stout box on the ears to the killing of livestock or ruining of the farm's fortune. One was also required to please the Nisse with gifts. A particular gift was a bowl of porridge on Christmas night. If he wasn't given his payment, he would leave the farm or house, or engage in mischief such as tying the cows' tails together in the barn, turning objects upside-down, and breaking things.
This is how the Nisse game goes:
· Accept if you want to join in the Nisse game
· On the 27th of November we will come around, so you can draw the name to whom you will be Nisse
· Between the 1st of December and the 18th of December the Nisse game will be ON
· The Nisse can be both nice and mean – so be creative (some Nisses give candy on a daily basis, while some put foil around your desk and all your belongings)
· The trick is not to get caught or expose yourself, or tell anyone who their Nisse is
· On the 19th we will all get together to try and guess who their Nisse was. The Nisse will reveal him/herself!
· We will all vote for the Nisse of the season. The winner will receive a cool prize!
Ed é quindi partita la caccia: qualcuno ha realizzato un blog (catchthenisse.blogspot.com), qualcuno ha riempitola scrivania di qualcun altro con post it o con neve finta, con tanto di lucine natalizie. Qualcuno ha ricevuto candeline, dolcini, vino o M&M´s (come la sottoscritta). E sono partiti messaggi criptati lasciati nei bachi, appesi sugli specchi per I fortunati!
E cosí, si respira quasi il Natale qui. Si avvicina lentamente, tanto che chiudi gli occhi, Ii riapri fra due settimane e sei in Italia, a casa. Che strane giornate ieri e oggi, si lavora ma sembra vacanza, anche se vacanza non é stata perché in Danimarca non si festeggia l´Immacolata. Ma di lavoro non ce n´é molto per fortuna e cosí la giornata é passata lentamente, serena, piacevole, a chiacchierare e ricordare del Julefrokost (la cena di Natale aziendale) di venerdí scorso e a spettegolare su chi ha fatto cosa insieme a chi. Serena insomma. É l´augurio che voglio farmi per questo Natale.
venerdì 10 ottobre 2008
Hairdresser
Dunque, per una fanciulla italiana alla ricerca di un parrucchiere in Danimarca la via non é semplice. E si sa quanto noi donnine siamo affezionate al nostro parrucchiere di fiducia, quello che conosce il tuo viso, che ti ha provato tutti i colori per trovare quello adatto, quello che sa il tuo taglio e che hai la rosa lí e che la riga la porti cosí e che non mi deve fare l´effetto mushroom e che ho i capelli fini e che la piastra me li elettrizza e che non mi mette il balsamo perché sono grassi sulla cute, ma secchi alla radice (e lo so che sono una rogna...).
E giá che io con tutti i miei spostamenti ne ho provati molti di parrucchieri, ma avevo i mie due di fiducia, dacché due erano le mie dimore in Italia: una dai parents e una da sola. E quindi adesso che i miei capelli urgevano una botta di vita e non potevo aspettare Christmas. Cosí con la Francese ci siamo promenate nei dintorni di Strøget e Nørreport, ma i prezzi ahimé erano una coltellata nello stomaco. Cose che per un taglio e highlights ti viene chiesta la modica cifra di 1400 DKK (pari a quasi 200 euro!). Me lo avevano detto che estetista e parrucchiere qui sono off limits anche se guardandomi intorno vedo ragazze tutte biondissime - e non tutte natural! – con tagli di dubbio gusto, ma “tagliati” sicché queste danesi fanciulle dal parrucchiere ci vanno e regolarmente pure!
Ma il prezzo non é la sola cosa che mi ha sorpresa! Abituata ad andare dal mio parrucchiere pressoché senza preavviso, aprire la porta e chiedere “Fra quanto mi fai passare?” , but forget about BOOKING, qui entri e tirano fuori un registrone enorme, rilegato perdipiú, che sembra quello dell´Appello a scuola, con diverse colonne per ogni “Parrucchire tagliante”. E cosí le cose si sono ribaltate: non sei tu che vai quando puoi, ma sono loro a riceverti su appuntamento, come dal ginecologo o dal dentista. Tu riservi il Parrucchiere Tagliante che vuoi (si perché puoi scegliere e prenotarne uno in particolare e a seconda dell´esperienza i costi sono variabili) e in quelle 2 ore o piú si dedica a te sola, which is fine, ok, ma se uno ha un´urgenza non c´é santo che tenga, se non hai prenotato non tagli. E qui si entra in un altro discorso, di cui un giorno parleró, riguardante la mania assurda dei Danesi di avere tutto perfettamente programmato e di non sapere che cosa significhi “Caffé al volo” “Sabato ci vediamo x un Aperitivo Improvvisato” and so on. Se vuoi incontrare un Danese devi prendere appuntamento!
Insomma, per farla breve, mi sono rivolta alla mia Manager dagli occhi ProfondoBlu che mi ha salvata (e con me la mia amica Francese e La Professoressa), non solo suggerendomi il suo prrucchiere, ma anche traducendomi in danese le mie richieste (vedi sopra). Prezzo relativamente contenuto, anche se more expensive rispetto all´Italia. 2 ore e mezza di lavoro e procedimento alquanto strano: prima lavaggio e asciugatura, poi taglio da capello asciutto, poi colore su capello tagliato, lavaggio e asciugatura estremamente deludente!!! Abituata a sorbirmi asciugature fin troppo lunghe che mi facevano mettere in dubbio il loro ruolo nella salute dei miei capelli, qui in 3 minuti, forse 5 tutto finito! Niente spazzole tonde a volumizzare i miei super fini capelli, niente lacca, gel, cera e cazzatine del genere! Ho hiesto piega liscia e mi sono ritrovata una pettinatura piattissima da Maria Maddalena, ho richiesto piú volume nel ciuffo davati sulla fronte e mi sono ritrovata con i capelli tutti tirati all´indietro effetto Motocicletta, al che ho chiesto di abbassare un pochino il ciuffoe ho rinunciato alle mie speranze di ciocche lucenti che morbide accarezzano delicatamente il viso e ho iniziato a chiedermi “Sará mica che i miei capelli in sé fanno schifo visto che senza la dovuta piega sembrano un mix di spaghetti e paglietta?”.
Dopo essermi un attimo guardata intorno e soprattutto dopo averne avuto la lampante prova dalla mia collega Spilungona, andata giusto ieri dal parrucchiere, che te ne accorgi solo perché é piú bionda, mi sono resa conto che le soluzioni sono le seguenti:
1) o tutte le Danesi hanno dei brutti capelli che anche appena tagliati sembrano setole di un penello da imbianchino
2) o i Parrucchieri Taglianti danesi non sanno tagliare e zappano
3) e non vogliamo chiamare in causa anche le intemperie? Vento e pioggia credete facciano bene ai capelli?
Insomma, il prossimo week end torno in Italia per un giorno (il 19 alle 6 am siamo di nuovo in viaggio verso CPH – con la macchina!!! Crazy I know!) e come me le spendo quelle 20 e poco piú ore a disposizione? Guess how ;-)
mercoledì 8 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008
Il loop

Senza dubbio uno dei momenti peggiori, quelli che le lacrime vengono giú da sole e non servono atti di isteria drammatici quando capisci che tutto é finito. Stop. Strada senza uscita. Le parole servono a poco in questi casi, le scuse e i sensi di colpa, e ripercorrere con la mente un percorso al contrario per rendersi conto dove esattamente il meccanismo si é inceppato. Lá dove é cominciato il loop di azione uguale reazione sbagliata.
Sono brava in programmazione web, ma nella vita l´algoritmo non funziona. Non riesco a seguire schemi, sono molto spontanea e purtroppo troppo diretta. Trasparente, come dice la nuova amica dello spinning. Impostata fin che vuoi sul lavoro, ma delicata come la foglia oro nella vita. Un niente mi manda in crisi. Razionale proprio no. Emotiva direi.
E il passato, questo fantasma che non c´é, mi ha resa diffidente. Diffidente e sospettosa. Possessiva. Un qualcosa che non c´é mi ha trasformata in qualcosa che non sono. Dove ci ho messo del mio per diventare cosí? Dentro sento ancora tanto da dare, imprigionato in questo schermo infrangibile, che pulsa, ma non riesce a uscire.
venerdì 26 settembre 2008
Cliccare

Succede che ho perso un pó il filo di quello che accade. O meglio, di fili che ne sono un pó e a volte si attorcigliano. C´é il filo della coppia, che é quello che si arrotola piú spesso, c´é il filo del teatro, o meglio c´era visto che ho deciso di tagliarlo perché non mi portava da nessuna parte, c´é il filo della palestra, classe di spinning per la precisione, che mi ha fatto conoscere finalmente una ragazza con cui é scattato subito feeling – o meglio – come dice lei – "perche' certe persone cliccano e basta un secondo (specialmente durante una lezione di spinning!!) - am a true believer in energies and compatibility".
E a volte basta proprio un attimo, che sembra di conoscerti da una vita. Come con la mia manager, una donna che graffia ma con un cuore e un´anima, capace di guardarti con quegli occhioni profondo blu e dirti con uno sguardo e un sorriso "forget about that, I am with you".
E cosí con l´amica dello spinning ci vediamo domani per un pranzo in centro a Nørreport e poi un pomeriggio di compere, che si vede era una cosa che davvero mancava a due fanciulle sui 28, perché sono bastati 10 minuti di chiacchiere dopo la palestra, sudaticcie e rosse dallo sforzo per far emergere questo bisogno innato in una donna: lo shopping con l´amica! Un rito! Amica non so, un pó presto per dirlo, ma di sicuro c´é feeling e lo senti che siete sulla stessa lunghezza d´onda. Mi fa piacere scrivendomi in bocca al lupo per il colloquio (ndr: continuo a lavorare nella Big Company, ma approfitto per guardarmi sempre altrove!) e mi sorprende telefonandomi 1 ora dopo il colloquio per avere notizie. Si presta per aiutarmi nella preparazione di un´altro colloquio (ndr: arrivano tutti insieme!) perché "per me l´inglese non é un problema, sono mezza inglese, mia mamma é di Londra" (ma lei piemontesissima – guarda quando si dice fortuna!). Sono piccole attenzioni, che non mi aspetto da nessuno, figuriamoci da una persona che conosco da meno di una settimana, ma che mi fanno sentire a casa, di nuovo con qualcuno - completamente nuovo - che si interessa di me.
domenica 7 settembre 2008
La festa del quartiere
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!
martedì 19 agosto 2008
Una anno in piú

Ma sará la pioggia, le nuvole e il tempo ballerino, un pó freddo, autunnale anche se in piena estate, che mi fa sentire stanca, assonnata, con un nodo nello stomaco che non si scioglie nemmeno con la Mousse Liègoise comprata ieri dal Moccioso per fessteggiare il mio Onomastico. E piú ingoio e piú me lo sento salire in gola. In questo momento in cui forse dovrei sentirmi felice e appagata, ho finalmente degli amici qui e persone care, con cui andare a bere un caffé in centro e fare tante tante chiacchiere, un lavoro che con molta probabilitá verrá prolungato e parte delle nostre famiglie che viene domani a trovarci. E invece no, sono anche io come l´estate danese, faccio freddo quando dovrebbe fare caldo, sono nuvolosa e piovosa. E come piove...
mercoledì 6 agosto 2008
La gita, la spiaggia e il compleanno!
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Ma non ci facciamo mancare niente, o almeno sfruttiamo al massimo i week end per staccare la spina e rilassarci.
Vi avevo lasciato in procinto di partire per Legoland e lo Jutland. Beh, in 2 giorni abbiamo macinato più di 1200 Km, da non credere!
A parte una pioggia noiosa durante il giro a Legoland il week end con la coppia Francia-Romania è stato meraviglioso!
E non ci è mancato di gustare dell’ottimo spumante francese reso chic dall’aggiunta di una punta di Kyr alla fragola…. Una chiccheria dell’amica Francese!
La settimana seguente è stata la volta del giro in bicicletta: 60 Km in due giorni… i miei polpacci ringraziano! Ma grazie anche alle temperature finalmente estive (e vi parlo di 25°, niente a che vedere con i picchi italiani!) siamo riusciti a prendere un pò di sole e ad assumere un colorino marroncino, il giusto tono da donare al viso una bella aria riposata e molto summer! …Senza mancare peraltro anche di bruciarci! Ma lo avreste detto che il sole in Danimarca scotta?!?
Ma la settimana scorsa è stata anche memorabile per il compleanno del mio Moccioso, a cui è toccata una bella festa a sorpresa, organizzata con cura dalla sottoscritta in un ristorante messicano a Christianhavn! Gli invitati erano un mix di culture ma c’è stato grande affiatamento e la serata è stata piacevolissima! Per le foto e i commenti (in inglese) rimando al simpatico post di una delle invitate, Christy – from Chicago (http://cpincph.blogspot.com/2008/08/buon-compleanno-william.html)

