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mercoledì 16 dicembre 2009

Let it snow


mercoledì 24 giugno 2009

Midsummer


Ieri, il 23 giugno, si è festeggiata la Midsummer, che altro non è che il solstizio d’estate. Il giorno più lungo dell’anno pare. Da oggi signori le giornate piano piano si accorciano. Ma non ci lamentiamo, siamo in un paese dove ora che sono le 22 è chiaro come fossero le 18 e continuerà ad esserlo per una buona oretta. Poi il cielo diventerà di un azzurro scuro luminoso se si guarda a nord e di un blu profondo se si guarda a sud. La notte qui ha due colori e mai è notte notte e alle 3 il cielo comincia a diventare chiaro. Questa stagione è quella che preferisco in assoluto. È bello tirar tardi con gli amici fuori mentre il cielo chiaro ti fa compagnia e ti fa perdere la cognizione del tempo. Sono le 22,30 ma sembrano le 19.
E ieri per festeggiare la Midsummer siamo andati alla spiaggia di Amager Strand e abbiamo fatto un pic nic. Peccato per il vento freddo che ci ha fatto lasciare la spiaggia alle 22. Per il resto bella serata, fatta di chiacchiere con i soliti cari amici, teli mare e copertine stesi per terra, una miriade infinita di biciclette, un sacco di gente che si è riversata sul lungomare per vedere le streghe bruciate. Il solstizio d’estate in Danimarca è chiamato la Sankt Hans aften (la sera prima di San Giovanni letteralmente) e nel 1700 era il giorno in cui gli uomini e le donne sagge raccoglievano le erbe speciali necessarie per guarire la gente durante il resto dell’anno. I Vichinghi celebravano la Midsummer recandosi in pozzi curativi e accendendo grandi falò per cacciare gli spiriti maligni. Oggi non si va più alla ricerca di pozzi ma la tradizione dei falò sulle rive di laghi, in spiaggia e dovunque vi sia una fonte di acqua è rimasta. Negli anni 20 è comparsa la tradizione di bruciare una strega.

giovedì 11 giugno 2009

Me


Eccomi qui nella mia meravigliosa casetta nuova. La adoro, è accogliente, funzionale, intima e perfetta per tutte le mie cene che ho organizzato e che organizzerò con i miei amici. Molti sono già passati di qui, in genere si siedono su uno dei due divani (due!) in sala in maniera composta ma finiscono poi per stravaccarsi e perdersi fra i cuscini e le copertine (copertine… vedi previsioni meteo, ma questo è un altro discorso!). E di solito offro loro un aperitivo a modo mio, all’italiana, una birra o del vino, patatine, olive e salame. Ma poi dopo finisco sempre per chiedere se vogliono una pasta, perché su quei divani ci stanno così bene che mi dispiace mandarli via. E così è successo con il Dottore D&D, l’amico, i miei due angeli France-Rum, l’amica dell’est Nat, l’amica italiana della pallacanestro che però preferisce stravaccarsi per terra anziché sul divano, l’SER team, La Guapa e tutti quelli che passeranno ancora di qui. Che bello avere una casa che accoglie tutti e che bello avere ospiti a casa, amici, quelli con qui che tu sia in ciabatte o con il tacco 11 non importa. Mi piace la mia nuova casina e fra poco arriverà anche la Family dall’Italia, non vedo l’ora e spero che anche il tempo li accolga a dovere. Sono di nuovo felice, respiro, esco e giorno dopo giorno riscopro di essere libera, padrona di ogni mio momento, unica e sola responsabile di me. E mi piace. E mi diverto, rido, mi dò agli altri e gli altri scoprono un lato di me troppo tempo rimasto nascosto. Non so perché, ma ho commesso l’errore di annullarmi e ora sto riscoprendo di nuovo me stessa come individuo. Ed è una sensazione piacevole, che mi fa sorridere anche se fuori dalla finestra sembra che siamo a novembre inoltrato (novembre dico!). ho un progetto e quel progetto sono io e non scapperò da questa country ostile fino a che non sarò soddidsfatta del risultato. Qui come a Torino, non importa, sarebbe solo una scusa per scappare dall’unica persona che mi seguirà dovunque: Me.

mercoledì 13 maggio 2009

Lettera.



È stato bello potersi giocare tutte le carte e tentare questa strada insieme a te. L’ho fatto con tutta me stessa e lo rifarei mille volte ancora perché ci credevo davvero. Purtroppo poi la vita riserva un sacco di complicazioni e come sai durante un viaggio può rompersi una gomma, rimanere senza benzina o addirittura ti possono anche rubare la macchina. Le abbiamo passate tutte e non si può dire che non abbiamo lottato per far funzionare il nostro rapporto. Se ci pensi, siamo partiti già con una macchina usata e senza ruota di scorta ma col tempo l’abbiamo resa bella e veloce. Ma non è bastato. È stato un viaggio che mi ha insegnato molto, il mio primo lungo viaggio. E sono felice di averlo fatto con te.

Vorrei cancellare i rancori e ricordare le cose belle. Lo sai che io credo sempre alle favole e mi emoziono davanti ai film romantici. Beh, non sono capace di chiudere senza il lieto fine ed è per questo che ti scrivo perché a voce ho paura di rovinare tutto. Mi hai insegnato molto sulla vita di coppia e sul sesso, che come sai è sempre stato un tabù per me. E spero allo stesso tempo di averti insegnato anche io qualcosa con la mia dolcezza e ingenuità. Lascia perdere l’aggressività, sai bene come sono fatta e finchè anche tu credevi ancora in un futuro insieme hai sempre trovato i modi giusti per smorzarla. Ripenso alle nostre cene, i minestroni con le croste, la polenta fritta, i patè di olive sempre in frigo, le gommose durante i film, le gite in bicicletta, la pizza prima del tango, il cinema del mercoledì, il puzzle che è rimasto incompleto, i tuoi puzzle!, le lunghe mattine nel letto, la colazione con le mie torte, divertirsi insieme con niente, le scommesse con le monetine, la tua mano nella mia sempre, guardarsi negli occhi e sentirsi vicini e tanto altro…

Beh, sono tante cose belle che vorrei non cancellassimo, che tenessimo in una scatola come ricordo di un bel viaggio che è finito ma che non ci impedirà di farne altri, con altre persone. Mi piacerebbe pensare che anche tu non rimpiangi nulla del nostro rapporto, anche se ti confesso che nei momenti di profonda tristezza io l’ho fatto. Mi piacerebbe che anche tu ricordassi questa relazione come qualcosa di bello. Non vorrei che pensassi a me in maniera negativa. Ci siamo fatti del male e come hai detto tu probabilmente non siamo fatti per stare insieme.

Ma averlo scoperto ci porterà ad incontrare la persona giusta per ognuno. È un segno del destino. Ci credi al destino? Il destino ci ha fatti incontrare e il destino ci ha portati qui. A me il destino mi farà rimanere in Danimarca a te ha permesso di tornare in Italia. A prescindere dai nostri problemi personali, è il destino che ha scelto di separare le nostre strade.

Ora è il momento di passare oltre. Di chiudere un capitolo e aprirne un altro. Torna a casa pieno di forze. Non buttarti a capofitto a mandare curriculum. Fermati un momento e pensa a quello che vuoi. Se c’è una cosa che dovresti aver imparato da me è farsi domande.

So che la nostra separazione era necessaria, non so quanto sia stato difficile per te ma ti confesso che per me lo è stato e lo è. Eri il primo e mi sento di aver dato tanto e faccio fatica distaccarmi. A un certo puto della storia sono diventata dipendente da te e ho perso di vista me stessa. Ora è il momento di ritrovarmi e continuare per la via che la vita mi ha riservato.

Voglio smetterla di sentirmi vittima e fare in modo che questa situazione sia la forza per cercare la mia strada e costruire il mio futuro. Tu sei stato più bravo, o almeno è quello che sembra. Ma non voglio pensare che tu abbia dimenticato facilmente la nostra storia perchè so che sono stata importante per te e vorrei pensare che anche a te un po’ dispiace che sia andata così e che in un angolo nascosto del tuo cuore c’è ancora un pensiero dolce x me. Mi illudo? Non credo, so che hai avuto sentimenti forti per me e poi un’altra mocciosa così dove la trovi!

Non ho mai avuto segreti per te e mi sento di condividere per l’ultima volta queste emozioni con te. Ti saluto con questa frase di Coelho:"Quando qualcuno incontra il proprio cammino non può avere paura, dev'essere sufficientemente coraggioso per compiere i passi sbagliati. Le delusioni, le sconfitte, lo scoramento sono strumenti che Dio utilizza per mostrare la strada."Con l’augurio che tu possa trovare la tua.

Ciao,

La mocciosa

domenica 22 febbraio 2009

Lacrime


Mi manchi. Oggi sono passata da casa a prendere alcune cose e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano state belle le cose certe volte. Quante speranze avevamo racchiuso in quelle mura. Quanti sogni avevamo insieme. Condividevamo un progetto. Eravamo uno la forza dell’altra. Poi qualcosa è andato storto, i fili si sono irrimediabilmente inceppati e non siamo più riusciti a scioglierli. Ti vedevo anche se non c’eri. Seduta sul divano sentivo ancora le tue braccia avvolgermi. E vedevo il tuo sorriso, quello di una volta, quello vero. E’ stato tremendo. Sono uscita di casa in lacrime. Volevo riportare il tempo indietro di un anno ed essere diversa, non essere come sono stata e vedere che cosa sarebbe successo se fossi stata diversa. Come ho potuto sbagliare tutto? Non riesco a farmene una ragione. Avevo tra le mani qualcosa di bello e sono riuscita a distruggerlo, stropicciarlo, calpestarlo, soffocarlo. Era troppo grande e non sono riuscita a gestirlo. Stupide le mie manie di volermi mettere sempre in competizione. Con qualcuno poi che nemmeno gareggia con me. Avevo tanti sogni e tanti progetti, era la cosa più bella che avrebbe potuto capitarmi e ho rovinato tutto. Non ho sono stata abbastanza intelligente da fermarmi in tempo. Mi sono fatta sopraffare dall’ansia e dalla paura. Ho agito d’istinto e le cose mi sono sfuggite di mano.
Si può essere diversi, me ne rendo conto ogni volta che la realtà mi fa incontrare persone che agiscono diversamente da me e che salvaguardano il loro amore dalle minacce con molti meno sforzi rispetto a quelli che mi ostinavo a mettere in atto. Inconsciamente queste persone mi sbattono in faccia i miei errori ogni giorno. E ogni volta che ci penso mi sento male. Un laccio mi soffoca e mi toglie il respiro. E ripenso tra le lacrime a tutti i ricordi più belli che ho con te, quelli che ormai fanno solo parte di un capitolo chiuso del passato e che io continuo a voler rivivere stupidamente nel presente. Come ho potuto farti tutto questo? Tu che eri la ragione per alzarmi ogni mattina e che niente mi rendeva più felice che accudirti e pensare a che cosa ti avrebbe fatto piacere. E mi impegnavo. Ho anche comprato un libro di ricette, che mai ho seguito alla lettera, perché lo sai a me piace fare di testa mia. Stupida che sono. Ripenso alle parole che mi hai detto domenica scorsa… tu volevi solo una fidanzata che ti stesse accanto con amore, non un’altra mamma. Inutili tutti quei dolci, avrei dovuto accorgermene prima che non erano le torte a farti piacere ma solo avere accanto una donna che ti amasse. Togli tutto quello che di me ti ha fatto soffrire. Resterà una donna che ti amava. E che ancora…
Sono riuscita a renderti ansioso, tu che sei la persona più pacifica di questo mondo. E ti assicuro che avrei voluto renderti felice con tutta me stessa. Avrei voluto essere io la donna che ti rendesse felice. E invece no. Non sarò io quella. Ma il manuale per la perfetta fidanzata non esiste ed evidentemente io non ci sono tagliata. Ma sto imparando, ora che non ci sei più. Sto imparando che le persone è giusto che abbiano i loro spazi, che anzi questi arricchiscono di più la coppia. Che non posso tenerti stretto a me, perché questo è stato il metodo infallibile per farti scappare lontano. Ora che sento che il game is over. Lo so che sarà così. Nessuno si ributterebbe da 1000 metri sapendo che si farebbe male. Nemmeno se stavolta ti promettono un paracadute e un telo di sicurezza. Lo so bene che il capitolo è chiuso definitivamente. Lo sento. Una volta che il leone esce dalla gabbia, ha voglia di correre ed esplorare e l’ultimo dei suoi pensieri è quello di ritornare nella gabbia. Anche se stavolta è un ampio recinto. Chi ti assicura che non ti farò più stare male?
E adesso cerco di uscire e divertirmi, perché tanto lo so che è tutto finito. E cerco di fare quella che reagisce, che è forte, ma tanto lo sai che non sono così. Ci provo, ogni tanto ci riesco anche. Ma poi i ricordi riaffiorano e la realtà è quella che non ci sei. Ciò che mi fa male è avere la quasi certezza che non ti manco, che adesso assapori la libertà e vuoi solo scappare via lontano da me. Ma io sono sempre io. Quella che ha un sacco di sogni, è anche per quello che ti piacevo. Ma forse adesso hai bisogno di una donna e non di una che crede ancora alla storia del “Vissero felici e contenti”. Le principesse vivono solo nelle favole e la mia favola è un mondo tutto rosa dove le persone sorridono sempre e tutti si voglio bene. Ho sbagliato tutto con te e capiterà ancora di pensare ai miei errori e le lacrime cominceranno a scendere sul mio volto. E io le lascerò scorrere. Le raccoglierò in un cestino e le conserverò perché mi ricordino i motivi per cui sono state versate. E per impedirmi di versarle ancora per le stesse ragioni.

sabato 21 febbraio 2009

Riscopro l'istinto


Sono tornata da una serata a Lund, in Svezia. Improvvisata, quelle cose decise sul momento, un collega, che è un amico che ti invita, perché sa quale particolare momento stai vivendo e sa che altrimenti saresti stata a casa. E ti dici non importa come sei vestita, alle corone svedesi ci penso io, mettiti la giacca e vieni. E io vado seguendo l’istinto, perché ne avevo davvero voglia e perché da troppo tempo vivevo cercando di conformarmi alle esigenze di un altro. Da troppo tempo non ascoltavo più che cosa io volevo davvero fare. E ho ballato, dopo troppo tempo, sulle note di Mala Vida, senza scarpe, perché così si usa stare in casa qui. E abbiamo fatto foto e mangiato patatine, e brindato con vodka e succo di frutta e siamo stati così bene che ho riso e ballato tutta la sera. Prima a casa poi ad una festa tutta svedese, dove non conoscevo nessuno. Ma che bello però, sono quelle situazioni in cui tiri fuori il meglio di te e non puoi farti vedere triste, a nessuno piace una ragazza con il muso lungo. E ho scoperto un ragazzo di 25 anni che ha girato il mondo da solo a 23, che si può essere staccati e indipendenti dalle proprie madri e che si può vivere senza assurde ossessioni. Liberi. E che ci sono ancora occhi di ragazzi per me e che se guardo a fondo le cose un uomo che può darmi di più lo posso trovare, perché esistono!

sabato 14 febbraio 2009

Good Mood

Ho cominciato dai capelli, stufa del castano e delle meches bionde, ho comprato giovedì sera uscita dalla palestra l'ultima confezione della tinta L'Orèal Cherry Chocolate, con tanto di spazzolino per fare le mechès. Non so nemmeno se sono più cherry o più Rossa, ma di Chocolate nemmeno l'ombra, ma mi piace! Mi rallegra, Mi sta bene e il giorno dopo in ufficio mi hanno notata tutti (una sferzata all'orgoglio ferito non fa male di sti tempi!). e dopo una giornata di shopping sfrenato con la Apple Pie, stasera siamo pronte per fare festa con altre 3 amiche! The new deal is coming! Speriamo di conservare il good mood per un bel pò!

mercoledì 11 febbraio 2009

L'albero




Non ci siamo, così non va. Il progetto era cercare di stare meglio pur non essendo proprio in forma. Non creare ancora preoccupazioni a quelle – non poche – che ultimamente si accavallano l’una sull’altra nella mia mente, che prima o poi, come i piatti che accumuli uno sull’altro, lo senti che scricchiolano e bahm! In un attimo non sono che un mucchio di frantumi. Ho pensieri confusi, agisco di impulso, sono nervosa e contraddittoria. Dico e mi pento. Faccio e penso che forse era meglio di no. Ingoio e mi adatto e penso a come uscire dal tunnel. Sono così quando sono confusa. La mente inizia a produrre pensieri e sensazioni alla rinfusa che si mischiano gli uni con gli altri senza darmi una chiara visione di come siano realmente le cose. Come il Velo di Maia. Cerco conferme, faccio domande ovvie, voglio sentirmi sbattere in faccia la realtà con l’illusione di poterla accettare meglio. Illusa! Mi guardo e mi vedo esile, piegata al volere del vento. Vorrei tanto essere il tronco di un albero, forte e fiero. Se le cose davvero accadono per una ragione, che cosa il destino vuole insegnarmi con questo? Ad affrontare con più forza la realtà? Ad essere tronco e non esile fiore? Ad avere il coraggio di affrontare le persone e dire in faccia con calma quello che sento e ho intenzione di fare? Ad avere altresì il coraggio di farmi valere e smetterla una volta per tutti di farmi calpestare per assecondare i desideri degli altri? E non ultimo ad avere meno paranoie, ad essere più centrata su me stessa che su quello che pensano gli altri? A fregarmene? A dare meno peso ai dettagli? Ad accettare le cose come stanno e da queste ripartire a costruire la mia vita?

mercoledì 4 febbraio 2009

Think Positive - I miei propositi per il 2009




Health:

1. Drink plenty of water.

2. Eat breakfast like a king, lunch like a prince and dinner like a beggar.

3. Eat more foods that grow on trees and plants and eat less food that is manufactured in plants.

4. Live with the 3 E's -- Energy, Enthusiasm, and Empathy.

5. Make time to practice meditation, yoga, and prayer.

6. Play more games.

7. Read more books than you did in 2008.

8. Sit in silence for at least 10 minutes each day.

9. Sleep for 7 hours.

10. Take a 10-30 minutes walk every day. And while you walk, smile.


Personality:

11. Don't compare your life to others'. You have no idea what their journey is all about.

12. Don't have negative thoughts or things you cannot control. Instead invest your energy in the positive present moment.

13. Don't over do. Keep your limits.

14. Don't take yourself so seriously. No one else does.

15. Don't waste your precious energy on gossip.

16. Dream more while you are awake.

17. Envy is a waste of time. You already have all you need.

18. Forget issues of the past. Don't remind your partner with his/her mistakes of the past. That will ruin your present happiness.

19. Life is too short to waste time hating anyone. Don't hate others.

20. Make peace with your past so it won't spoil the present.21. No one is in charge of your happiness except you.

22. Realize that life is a school and you are here to learn. Problems are simply part of the curriculum that appear and fade away like algebra class but the lessons you learn will last a lifetime.

23. Smile and laugh more.

24. You don't have to win every argument. Agree to disagree.


Society:

25. Call your family often.

26. Each day give something good to others.

27. Forgive everyone for everything.

28. Spend time with people over the age of 70 & under the age of 6.

29. Try to make at least three people smile each day.

30. What other people think of you is none of your business.

31. Your job won't take care of you when you are sick. Your friends will. Stay in touch.


Life:

32. Do the right thing!

33. Get rid of anything that isn't useful, beautiful or joyful.

34. GOD heals everything.

35. However good or bad a situation is, it will change.

36. No matter how you feel, get up, dress up and show up.

37. The best is yet to come.

38. When you awake alive in the morning, thank GOD for it.

39. Your Inner most is always happy. So, be happy.

lunedì 2 febbraio 2009

Day #1


Il primo pomeriggio, la prima notte e il primo giorno lavorativo da sola sono passati. Sono molto confusa, la vista é annebbiata e ancora non riesco a vedere chiaro. Ogni tanto la mente si illumina, poi si oscura di nuovo. Mi sforzo di fare chiarezza ma forse é troppo presto. Ho tanti pensieri che ronzano in testa come un alveare e non riesco ancora a metterli in ordine. La mia cameretta é carina, ho il mio letto e l´armadio nuovi di zecca. Ieri ho anche apppiccicato lo specchio IKEA e acceso la lampada da 25 DKK. É piccolina ma é il mio rifugio. Non ho ancora Internet nella cameretta, ma lo faró installare presto approfittando del fatto che la nostra compagnia ci paga la connessione. Spero non ci voglia molto. Ho voglia di ritornare a una pseudo normalitá, a vedere i miei film in pace, riflettere, scrivere, parlare con mia mamma e soprattutto stare tranquilla e pensare a me stessa. Ho una coinquilina fantastica, gentile e onesta. E ho me stessa, la persona con cui ho trascorso la maggior parte del tempo e la persona che devo ringraziare per essere arrivata dove sono. E soprattutto smetterla di screditare. Iniziare a coccolarla questa persona, a darle piú ascolto e piú fiducia indipendentemente da quello che succederá. Tutto sommato sto bene.

sabato 31 gennaio 2009

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Oggi si va. È deciso. Lunedì si sono comprati un letto e un armadio (+ abat jour da 25 DKK e un tappeto da 15 a dire la verità) all’IKEA con Little Drama Qeen - che è poi quella che diventerà la mia coinquilina, anzi il contrario, visto che sarò io a spostarmi da lei – si è organizzato il trasporto per oggi pomeriggio e quindi è fatta. Indietro non si torna, anche se la mia mente è ancora ferma all’idea di voler rattoppare, mettere le pezze, aggiustare tutto con l’attak. Ma l’attak per le’amore ancora non l’anno fatto, tantomeno il cerotto per il cuore. Non voglio pensarci, anche se sono qui a scriverlo. Cerco di vivere al presente, perché il futuro mi spaventa da morire. Mi sembra un enorme buco nero e mi fa paura. Io che sono sempre stata coraggiosa, che a 22 anni ho preso due valigie e me ne sono partita un anno in Belgio senza conoscere né la lingua né anima viva da cui andare, che ho sempre avuto voglia di affrontare le sfide, per crescere e imparare, che ho sempre creduto in me, che ho sempre fatto tutto da sola, adesso sono qui con il guinzaglio attaccato ad un'altra persona. Che, sia chiaro, me lo sono messo da sola. E che cerco a tutti i costi di mettergli il guinzaglio a mia volta. Inutilmente. Non so come ho fatto diventare così dipendente da lui, non riesco proprio a capire dove il meccanismo di è inceppato. Come in Benjamin Button: dove esattamente l’orologio ha iniziato a girare al contrario invece di andare avanti? Ma questa separazione è necessaria. Devo ritrovare il mio spazio. Devo smetterla di volere il contrario. So molto bene che è arrivato il momento di fare qualcosa, so che così non può andare. Ho fatto un sogno stanotte: ho sognato che incontravo un uomo e me ne innamoravo. Puoi quest’uomo cambia sia fisicamente che caratterialmente. Diventa storpio, brutto, intrattabile, cattivo e viene chiuso in un ospedale. E io continuo ad volerlo. A sacrificare le mie giornate per andare a trovarlo e continuare ad amarlo come se non fosse mai cambiato. È arrivato il momento di aprire gli occhi e di affrontare la realtà, prendere le cose per quello che sono e non per quello che credo che siano. E quindi adesso mi alzo e mi do un giro. Mi preparo le mie cose e mi proietto nella nuova vita che sto per affrontare. Io.

lunedì 19 gennaio 2009

New deal


Oggi succede che ho voglia solo di piangere. Succede che ho un buco nello stomaco che mi fa girare la testa. E non sono gli strascichi della bronchite dei giorni scorsi. No, é la paura del futuro, l´incertezza di cosa faro qui, da sola. Da sola, di nuovo. Deciso insieme, dice lui. Ed é vero. Nonostante il mio cuore non lo voglia ammettere nemmeno sotto tortura, la mia mente lo sa che non si poteva trascinare ancora. Ognuno per la sua strada, almeno per un pó, per avere il tempo di trovare il lavoro giusto per te e per calmare le mie ansie. Ho due angeli a fianco a me che per fortuna mi tengono su e non mi lasciano precipitare nel buio piú profondo dei miei pensieri. Pensieri che rimbombano nella mente come trombe. Pensieri impazziti che mi rimandano da una parte all´altra come una pallina da ping pong senza lasciarmi capire qualé la scelta giusta per me. É duro pensare che sta accadendo. Il pensiero mi uccide, piú della cosa in sé. Mi uccide non esserci riuscita, mi uccide tirare le somme e vedere che alla fine questa separazione deve avere luogo in un modo o nell´altro. Mi uccide vedermi volere delle attenzioni da chi adesso non puó né vuole darmele. Da chi adesso ha la mente altrove, apart from me, e ha bisogno di spazio. Mi uccide vedermi ridotta di nuovo a chiedere attenzioni, a fare la vittima e a non reagire con le palle. A non riuscire a essere razionale. Ok, posso farcela da sola, posso trovare un posto e pensare a me per un pó. Mi uccide e mi deprime essere ancora cosí dipendente da un´altra persona.

Oggi va cosí, forse sto subendo glie effetti del
giorno piú deprimente dell´anno…

martedì 9 dicembre 2008

Jule traditions


Molto piú di un mese é passato e io sono qui che mi cimento in questo nuovo entusiasmante/impegnativo lavoro. Quello che volevo, quello che avevo in mente quando ho deciso di iscrivermi a Scienze della Comunicazione. E adesso ce l´ho. Ecco perché ho scritto che i sogni diventano realtá! Peccato che diventano realtá a 1700 km da casa… ma non si puó avere tutto dalla vita!
La vita danese procede, fra tradizioni locali e feste italiane mancate (come oggi).
Abbiamo cominciato ad assaporare il Natale il 7 novembre con il J-dag ovvero il giorno della Julebryg (la Birra di Natale).


Si tratta del primo girono in cui la Tuborg lancia la birra di Natale e questo giorno viene celebrato con grandi feste in tutti i bar e pub di Copenhagen e non solo. L´evento viene celebrato nationwide e vede tutti I locali distribuire birra gratis a partire dall´ora X, cioé 20:59. E la mia nuova compagnia che rispecchia in pieno lo stile danese, ha celebrato il giorno a partire dale 16 di venerdí 7 novembre, quando in tutto l´ufficio, quando mancava ancora un´ora alla chiusura dei PC per il week end, sono cominciate a girare bottiglie di birra e gommose rigorosamente Haribo. Ero sconvolta, piacevolmente sconvolta, nonostante giá nella precedente compagnia mi era capitato che venisse distribuita birra il venerdí pomeriggio o che ogni motivo fosse buono per portare e mangiare caramelle e Danish pastry durante le ore di lavoro!
E la scorsa settimana é partita un altra tradizione, svedese stavolta: la caccia al Nisse. Si, non posso proprio lamentarmi del mio nuovo ufficio, un piacevole modo di unire diletto e dovere e per fare team building visto che poi con i tuoi colleghi ci lavori e ci passi la maggior parte del tuo tempo.


La caccia al Nisse dicevo.
Ecco la soiegazione di questo gioco:

A Nisse is a mythical creature of Scandinavian folklore. Nisse were believed to take care of a farmer's home and children and protect them from misfortune, in particular at night, when the housefolk were asleep. The Nisse was often imagined as a small, elderly man. Despite his smallness, the Nisse possessed an immense strength. Even though he was protective and caring he was easy to offend, and his retributions ranged from a stout box on the ears to the killing of livestock or ruining of the farm's fortune. One was also required to please the Nisse with gifts. A particular gift was a bowl of porridge on Christmas night. If he wasn't given his payment, he would leave the farm or house, or engage in mischief such as tying the cows' tails together in the barn, turning objects upside-down, and breaking things.

This is how the Nisse game goes:
· Accept if you want to join in the Nisse game
· On the 27th of November we will come around, so you can draw the name to whom you will be Nisse
· Between the 1st of December and the 18th of December the Nisse game will be ON
· The Nisse can be both nice and mean – so be creative (some Nisses give candy on a daily basis, while some put foil around your desk and all your belongings)
· The trick is not to get caught or expose yourself, or tell anyone who their Nisse is
· On the 19th we will all get together to try and guess who their Nisse was. The Nisse will reveal him/herself!
· We will all vote for the Nisse of the season. The winner will receive a cool prize!

Ed é quindi partita la caccia: qualcuno ha realizzato un blog (catchthenisse.blogspot.com), qualcuno ha riempitola scrivania di qualcun altro con post it o con neve finta, con tanto di lucine natalizie. Qualcuno ha ricevuto candeline, dolcini, vino o M&M´s (come la sottoscritta). E sono partiti messaggi criptati lasciati nei bachi, appesi sugli specchi per I fortunati!

E cosí, si respira quasi il Natale qui. Si avvicina lentamente, tanto che chiudi gli occhi, Ii riapri fra due settimane e sei in Italia, a casa. Che strane giornate ieri e oggi, si lavora ma sembra vacanza, anche se vacanza non é stata perché in Danimarca non si festeggia l´Immacolata. Ma di lavoro non ce n´é molto per fortuna e cosí la giornata é passata lentamente, serena, piacevole, a chiacchierare e ricordare del Julefrokost (la cena di Natale aziendale) di venerdí scorso e a spettegolare su chi ha fatto cosa insieme a chi. Serena insomma. É l´augurio che voglio farmi per questo Natale.

venerdì 10 ottobre 2008

Hairdresser

I Danesi non sanno tagliarsi i capelli. O meglio i parrucchieri danesi sono scarsi e ahimé ne sono stata vittima a mie (expensivissime) spese.
Dunque, per una fanciulla italiana alla ricerca di un parrucchiere in Danimarca la via non é semplice. E si sa quanto noi donnine siamo affezionate al nostro parrucchiere di fiducia, quello che conosce il tuo viso, che ti ha provato tutti i colori per trovare quello adatto, quello che sa il tuo taglio e che hai la rosa lí e che la riga la porti cosí e che non mi deve fare l´effetto mushroom e che ho i capelli fini e che la piastra me li elettrizza e che non mi mette il balsamo perché sono grassi sulla cute, ma secchi alla radice (e lo so che sono una rogna...).
E giá che io con tutti i miei spostamenti ne ho provati molti di parrucchieri, ma avevo i mie due di fiducia, dacché due erano le mie dimore in Italia: una dai parents e una da sola. E quindi adesso che i miei capelli urgevano una botta di vita e non potevo aspettare Christmas. Cosí con la Francese ci siamo promenate nei dintorni di Strøget e Nørreport, ma i prezzi ahimé erano una coltellata nello stomaco. Cose che per un taglio e highlights ti viene chiesta la modica cifra di 1400 DKK (pari a quasi 200 euro!). Me lo avevano detto che estetista e parrucchiere qui sono off limits anche se guardandomi intorno vedo ragazze tutte biondissime - e non tutte natural! – con tagli di dubbio gusto, ma “tagliati” sicché queste danesi fanciulle dal parrucchiere ci vanno e regolarmente pure!
Ma il prezzo non é la sola cosa che mi ha sorpresa! Abituata ad andare dal mio parrucchiere pressoché senza preavviso, aprire la porta e chiedere “Fra quanto mi fai passare?” , but forget about BOOKING, qui entri e tirano fuori un registrone enorme, rilegato perdipiú, che sembra quello dell´Appello a scuola, con diverse colonne per ogni “Parrucchire tagliante”. E cosí le cose si sono ribaltate: non sei tu che vai quando puoi, ma sono loro a riceverti su appuntamento, come dal ginecologo o dal dentista. Tu riservi il Parrucchiere Tagliante che vuoi (si perché puoi scegliere e prenotarne uno in particolare e a seconda dell´esperienza i costi sono variabili) e in quelle 2 ore o piú si dedica a te sola, which is fine, ok, ma se uno ha un´urgenza non c´é santo che tenga, se non hai prenotato non tagli. E qui si entra in un altro discorso, di cui un giorno parleró, riguardante la mania assurda dei Danesi di avere tutto perfettamente programmato e di non sapere che cosa significhi “Caffé al volo” “Sabato ci vediamo x un Aperitivo Improvvisato” and so on. Se vuoi incontrare un Danese devi prendere appuntamento!
Insomma, per farla breve, mi sono rivolta alla mia Manager dagli occhi ProfondoBlu che mi ha salvata (e con me la mia amica Francese e La Professoressa), non solo suggerendomi il suo prrucchiere, ma anche traducendomi in danese le mie richieste (vedi sopra). Prezzo relativamente contenuto, anche se more expensive rispetto all´Italia. 2 ore e mezza di lavoro e procedimento alquanto strano: prima lavaggio e asciugatura, poi taglio da capello asciutto, poi colore su capello tagliato, lavaggio e asciugatura estremamente deludente!!! Abituata a sorbirmi asciugature fin troppo lunghe che mi facevano mettere in dubbio il loro ruolo nella salute dei miei capelli, qui in 3 minuti, forse 5 tutto finito! Niente spazzole tonde a volumizzare i miei super fini capelli, niente lacca, gel, cera e cazzatine del genere! Ho hiesto piega liscia e mi sono ritrovata una pettinatura piattissima da Maria Maddalena, ho richiesto piú volume nel ciuffo davati sulla fronte e mi sono ritrovata con i capelli tutti tirati all´indietro effetto Motocicletta, al che ho chiesto di abbassare un pochino il ciuffoe ho rinunciato alle mie speranze di ciocche lucenti che morbide accarezzano delicatamente il viso e ho iniziato a chiedermi “Sará mica che i miei capelli in sé fanno schifo visto che senza la dovuta piega sembrano un mix di spaghetti e paglietta?”.
Dopo essermi un attimo guardata intorno e soprattutto dopo averne avuto la lampante prova dalla mia collega Spilungona, andata giusto ieri dal parrucchiere, che te ne accorgi solo perché é piú bionda, mi sono resa conto che le soluzioni sono le seguenti:
1) o tutte le Danesi hanno dei brutti capelli che anche appena tagliati sembrano setole di un penello da imbianchino
2) o i Parrucchieri Taglianti danesi non sanno tagliare e zappano

3) e non vogliamo chiamare in causa anche le intemperie? Vento e pioggia credete facciano bene ai capelli?

Insomma, il prossimo week end torno in Italia per un giorno (il 19 alle 6 am siamo di nuovo in viaggio verso CPH – con la macchina!!! Crazy I know!) e come me le spendo quelle 20 e poco piú ore a disposizione? Guess how ;-)

mercoledì 8 ottobre 2008

Dreams can come true...

venerdì 3 ottobre 2008

Il loop


Ho sentito il terreno mancarmi sotto i piedi. Per un attimo il mio battito si é fermato, an internal error occurred, schermo nero e tutto perduto. Tutto quanto questo fragile hard disk conteneva, dal Recycle Bin alle foto piú belle.
Senza dubbio uno dei momenti peggiori, quelli che le lacrime vengono giú da sole e non servono atti di isteria drammatici quando capisci che tutto é finito. Stop. Strada senza uscita. Le parole servono a poco in questi casi, le scuse e i sensi di colpa, e ripercorrere con la mente un percorso al contrario per rendersi conto dove esattamente il meccanismo si é inceppato. Lá dove é cominciato il loop di azione uguale reazione sbagliata.
Sono brava in programmazione web, ma nella vita l´algoritmo non funziona. Non riesco a seguire schemi, sono molto spontanea e purtroppo troppo diretta. Trasparente, come dice la nuova amica dello spinning. Impostata fin che vuoi sul lavoro, ma delicata come la foglia oro nella vita. Un niente mi manda in crisi. Razionale proprio no. Emotiva direi.
E il passato, questo fantasma che non c´é, mi ha resa diffidente. Diffidente e sospettosa. Possessiva. Un qualcosa che non c´é mi ha trasformata in qualcosa che non sono. Dove ci ho messo del mio per diventare cosí? Dentro sento ancora tanto da dare, imprigionato in questo schermo infrangibile, che pulsa, ma non riesce a uscire.

venerdì 26 settembre 2008

Cliccare



Succede che ho perso un pó il filo di quello che accade. O meglio, di fili che ne sono un pó e a volte si attorcigliano. C´é il filo della coppia, che é quello che si arrotola piú spesso, c´é il filo del teatro, o meglio c´era visto che ho deciso di tagliarlo perché non mi portava da nessuna parte, c´é il filo della palestra, classe di spinning per la precisione, che mi ha fatto conoscere finalmente una ragazza con cui é scattato subito feeling – o meglio – come dice lei – "perche' certe persone cliccano e basta un secondo (specialmente durante una lezione di spinning!!) - am a true believer in energies and compatibility".
E a volte basta proprio un attimo, che sembra di conoscerti da una vita. Come con la mia manager, una donna che graffia ma con un cuore e un´anima, capace di guardarti con quegli occhioni profondo blu e dirti con uno sguardo e un sorriso "forget about that, I am with you".
E cosí con l´amica dello spinning ci vediamo domani per un pranzo in centro a Nørreport e poi un pomeriggio di compere, che si vede era una cosa che davvero mancava a due fanciulle sui 28, perché sono bastati 10 minuti di chiacchiere dopo la palestra, sudaticcie e rosse dallo sforzo per far emergere questo bisogno innato in una donna: lo shopping con l´amica! Un rito! Amica non so, un pó presto per dirlo, ma di sicuro c´é feeling e lo senti che siete sulla stessa lunghezza d´onda. Mi fa piacere scrivendomi in bocca al lupo per il colloquio (ndr: continuo a lavorare nella Big Company, ma approfitto per guardarmi sempre altrove!) e mi sorprende telefonandomi 1 ora dopo il colloquio per avere notizie. Si presta per aiutarmi nella preparazione di un´altro colloquio (ndr: arrivano tutti insieme!) perché "per me l´inglese non é un problema, sono mezza inglese, mia mamma é di Londra" (ma lei piemontesissima – guarda quando si dice fortuna!). Sono piccole attenzioni, che non mi aspetto da nessuno, figuriamoci da una persona che conosco da meno di una settimana, ma che mi fanno sentire a casa, di nuovo con qualcuno - completamente nuovo - che si interessa di me.

domenica 7 settembre 2008

La festa del quartiere

Metti insieme un sabato sera di fine estate - anche se a voler essere precisi qui l’estate l’abbiamo salutata da un pezzo - e la festa del quartiere. Aggiungi due mocciosi che hanno voglia di uscire a bere qualcosa e che approfittano degli stand proprio sotto casa e di un concerto revival per passare la serata e farsi un sacco di risate. Loro, il gruppo, erano i Repeatles che – guarda il caso mi fanno cover dei Beatles! – sono stati bravi, anche se come era da immaginarsi la serata è stata basata sugli standard orari dei danesi: alle 19 i banchetti che facevano panini (leggi falafel o hot dog) stavano già ripiegando baracche e baracchini e loro i danesi erano già ubriachi da un pezzo, mentre i musicisti hanno spento la musica alle 22,15.
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!

martedì 19 agosto 2008

Una anno in piú


Anche il mio compleanno é arrivato e sempre sul blog di Christy trovate un bel resoconto di quanto é successo. Una bella festa con amici la domenica prima e una cena a base di enchiladas a casa mia il giorno del mio compleanno. Un ´pó strano festeggiarlo al lavoro e ancora piú strano festeggiarlo con il freddo... Ma sono stati bei giorni, sono proprio contenta delle persone che abbiamo incontrato. Semplici e disponibili, come noi.
Ma sará la pioggia, le nuvole e il tempo ballerino, un pó freddo, autunnale anche se in piena estate, che mi fa sentire stanca, assonnata, con un nodo nello stomaco che non si scioglie nemmeno con la Mousse Liègoise comprata ieri dal Moccioso per fessteggiare il mio Onomastico. E piú ingoio e piú me lo sento salire in gola. In questo momento in cui forse dovrei sentirmi felice e appagata, ho finalmente degli amici qui e persone care, con cui andare a bere un caffé in centro e fare tante tante chiacchiere, un lavoro che con molta probabilitá verrá prolungato e parte delle nostre famiglie che viene domani a trovarci. E invece no, sono anche io come l´estate danese, faccio freddo quando dovrebbe fare caldo, sono nuvolosa e piovosa. E come piove...

mercoledì 6 agosto 2008

La gita, la spiaggia e il compleanno!









Io ci sono ancora e continua la lunghissima estate danese! Ancora più lunga del normale visto che quest’anno niente vacanze.
Ma non ci facciamo mancare niente, o almeno sfruttiamo al massimo i week end per staccare la spina e rilassarci.
Vi avevo lasciato in procinto di partire per Legoland e lo Jutland. Beh, in 2 giorni abbiamo macinato più di 1200 Km, da non credere!

Le tappe sono state: Copenhagen – Billund / Legoland; Legoland – Aarhus /cena; Aarhus – Aalborg / nanna; Aalborg – Skagen /dove il mare del Nord e il mar Baltico si abbracciano; Skagen – Copenhagen.
A parte una pioggia noiosa durante il giro a Legoland il week end con la coppia Francia-Romania è stato meraviglioso!
E non ci è mancato di gustare dell’ottimo spumante francese reso chic dall’aggiunta di una punta di Kyr alla fragola…. Una chiccheria dell’amica Francese!
La settimana seguente è stata la volta del giro in bicicletta: 60 Km in due giorni… i miei polpacci ringraziano! Ma grazie anche alle temperature finalmente estive (e vi parlo di 25°, niente a che vedere con i picchi italiani!) siamo riusciti a prendere un pò di sole e ad assumere un co
lorino marroncino, il giusto tono da donare al viso una bella aria riposata e molto summer! …Senza mancare peraltro anche di bruciarci! Ma lo avreste detto che il sole in Danimarca scotta?!?
Ma la settimana scorsa è stata anche memorabile per il compleanno del mio Moccioso, a cui è toccata una bella festa a sorpresa, organizzata con cura dalla sottoscritta in un ristorante messicano a Christianhavn! Gli invitati erano un mix di culture ma c’è stato grande affiatamento e la serata è stata piacevolissima! Per le foto e i commenti (in inglese) rimando al
simpatico post di una delle invitate, Christy – from Chicago (http://cpincph.blogspot.com/2008/08/buon-compleanno-william.html)