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martedì 9 dicembre 2008

Jule traditions


Molto piú di un mese é passato e io sono qui che mi cimento in questo nuovo entusiasmante/impegnativo lavoro. Quello che volevo, quello che avevo in mente quando ho deciso di iscrivermi a Scienze della Comunicazione. E adesso ce l´ho. Ecco perché ho scritto che i sogni diventano realtá! Peccato che diventano realtá a 1700 km da casa… ma non si puó avere tutto dalla vita!
La vita danese procede, fra tradizioni locali e feste italiane mancate (come oggi).
Abbiamo cominciato ad assaporare il Natale il 7 novembre con il J-dag ovvero il giorno della Julebryg (la Birra di Natale).


Si tratta del primo girono in cui la Tuborg lancia la birra di Natale e questo giorno viene celebrato con grandi feste in tutti i bar e pub di Copenhagen e non solo. L´evento viene celebrato nationwide e vede tutti I locali distribuire birra gratis a partire dall´ora X, cioé 20:59. E la mia nuova compagnia che rispecchia in pieno lo stile danese, ha celebrato il giorno a partire dale 16 di venerdí 7 novembre, quando in tutto l´ufficio, quando mancava ancora un´ora alla chiusura dei PC per il week end, sono cominciate a girare bottiglie di birra e gommose rigorosamente Haribo. Ero sconvolta, piacevolmente sconvolta, nonostante giá nella precedente compagnia mi era capitato che venisse distribuita birra il venerdí pomeriggio o che ogni motivo fosse buono per portare e mangiare caramelle e Danish pastry durante le ore di lavoro!
E la scorsa settimana é partita un altra tradizione, svedese stavolta: la caccia al Nisse. Si, non posso proprio lamentarmi del mio nuovo ufficio, un piacevole modo di unire diletto e dovere e per fare team building visto che poi con i tuoi colleghi ci lavori e ci passi la maggior parte del tuo tempo.


La caccia al Nisse dicevo.
Ecco la soiegazione di questo gioco:

A Nisse is a mythical creature of Scandinavian folklore. Nisse were believed to take care of a farmer's home and children and protect them from misfortune, in particular at night, when the housefolk were asleep. The Nisse was often imagined as a small, elderly man. Despite his smallness, the Nisse possessed an immense strength. Even though he was protective and caring he was easy to offend, and his retributions ranged from a stout box on the ears to the killing of livestock or ruining of the farm's fortune. One was also required to please the Nisse with gifts. A particular gift was a bowl of porridge on Christmas night. If he wasn't given his payment, he would leave the farm or house, or engage in mischief such as tying the cows' tails together in the barn, turning objects upside-down, and breaking things.

This is how the Nisse game goes:
· Accept if you want to join in the Nisse game
· On the 27th of November we will come around, so you can draw the name to whom you will be Nisse
· Between the 1st of December and the 18th of December the Nisse game will be ON
· The Nisse can be both nice and mean – so be creative (some Nisses give candy on a daily basis, while some put foil around your desk and all your belongings)
· The trick is not to get caught or expose yourself, or tell anyone who their Nisse is
· On the 19th we will all get together to try and guess who their Nisse was. The Nisse will reveal him/herself!
· We will all vote for the Nisse of the season. The winner will receive a cool prize!

Ed é quindi partita la caccia: qualcuno ha realizzato un blog (catchthenisse.blogspot.com), qualcuno ha riempitola scrivania di qualcun altro con post it o con neve finta, con tanto di lucine natalizie. Qualcuno ha ricevuto candeline, dolcini, vino o M&M´s (come la sottoscritta). E sono partiti messaggi criptati lasciati nei bachi, appesi sugli specchi per I fortunati!

E cosí, si respira quasi il Natale qui. Si avvicina lentamente, tanto che chiudi gli occhi, Ii riapri fra due settimane e sei in Italia, a casa. Che strane giornate ieri e oggi, si lavora ma sembra vacanza, anche se vacanza non é stata perché in Danimarca non si festeggia l´Immacolata. Ma di lavoro non ce n´é molto per fortuna e cosí la giornata é passata lentamente, serena, piacevole, a chiacchierare e ricordare del Julefrokost (la cena di Natale aziendale) di venerdí scorso e a spettegolare su chi ha fatto cosa insieme a chi. Serena insomma. É l´augurio che voglio farmi per questo Natale.

mercoledì 8 ottobre 2008

Dreams can come true...

giovedì 10 luglio 2008

Dove ero rimasta?

Dove ero rimasta? Praticamente ferma a due settimane fa anche se le cose si sono succedute ad una velocità tale che alla fine non mi sono mica resa conto di quale direzione stia prendendo.
Da due settimane, ormai quasi tre, ogni mattina la svegli suona alle 7:10 e alle 8:30 sono già in ufficio davanti ai mie due bei computer. Eh si, proprio due schermi, perché da noi le cose si fanno in grande! Una valanga di informazioni, appunti evidenziati da pennarelli colorati e il tutto in una lingua nuova, che poi in realtà sono due, essendo il mio team composto esclusivamente da danesi che fra loro ovviamente usano la loro lingua madre. Ma per me potrebbero parlare dell’ultimo film visto o programmare un attentato alla Sirenetta che tanto è uguale: non capisco una fava.
Questa settimana la mia manager è in vacanza e io mi sono ritrovata, nel giro di due settimane, a essere la manager del settore… da ridere, vero? Non me la sto cavando male, mi dicono, ma non si scherza! I ritmi sono più serrati, si lavora 8 ore con una mezzo’ora per il pranzo. Che anche quello fa ridere! Vuoi un’insalata? Puoi condirla - a scelta – solo con olio (Monini per altro) al limone, al basilico e al rosmarino (amarissimi!), all’aglio o al chili (che vanno giù che è un piacere) o al tartufo (che fra tutti è il meno peggio!).
La cosa positiva sono le macchinette del caffè (rigorosamente lunghissimo) che offrono una svariata gamma di bevande bollenti, visto che in ufficio c’è il condizionatore a palla che fa gelare mani e piedi! E visto che il business dress code è obbligatorio, ti facilitano le cose mettendo a disposizione un piccolo camerino antibagno dove, oltre ad appendere la giacca, puoi cambiarti le scarpe e sfoggiare un delizioso tacco 12 durante le ore di lavoro, per poi cambiarti prima di uscire evitando il rischio di arrivare a casa la sera con le vesciche!
E se ti viene fame durante la giornata? Nessun problema! Praticamente ad ogni angolo dell’ufficio c’è un cestino di legno colmo di frutta varia e mini pacchettini di carotine, delle quali qui vanno ghiottissimi! Il sostituto nutriente, sano e rigorosamente danese dei nostri Kinder Colazione Più & Co.! Ovviamente, per pareggiare, non mancano confezioni dei rinomati Butter Cookies! E se per caso ti viene un attacco cardiaco al lavoro? Don’t worry! Ogni corridoio ha il suo defibrillatore!
E ce ne sarebbero da raccontare di questi strani danesi… tipo come ognuno rispetti rigorosamente la fila in mensa per prendere il cibo (anche se quello davanti a te è lento come una lumaca e tu vuoi saltare alla portata successiva dove non c’è nessuno!!!) o la coda nei negozi.
Insomma, le cose stanno ingranando e oggi mi è anche arrivata la notizia che sono stata finalmente registrata come cittadina europea in Danimarca! Evviva! Per festeggiare questo weekend abbiamo in programma una gita a Legoland fin su a Skagen, la punta più a nord della Danimarca.
Vi seis!

venerdì 20 giugno 2008

Il cambio dell'armadio e altri pensieri


Il cambio dell’armadio si fa in genere due volte l’anno: in primavera, per gli abiti estivi, e in autunno per gli abiti invernali. Ma per me si è fatto di nuovo questo pomeriggio. Nel mio guardaroba non avevo infatti previsto vestiti da ufficio, che avevo lasciato coperti nell’altro armadio, in attesa di usarli all’occorrenza: l’abito classico giacca e pantalone, ma anche gonnelline, tubini, camicette e sottogiacca. La mia parte di armadio era composta invece da colorate gonne primaverili, jeans e pantaloni casual, quello che in genere mettevo per uscire. Stamattina, insieme al contratto, mi hanno anche mandato le informazioni generali sull’azienda, fra le quali si legge: “Dress code for office employees at “BIG COMPANY” is jacket and tie for men and corresponding business apparel for women”, per cui l’operazione si è resa necessaria. Il tutto è stato accompagnato da prove costume per vedere che cosa poteva essere abbinato a cosa e per una buona oretta il disordine ha regnato sul lettone, per terra e il tutta la stanza. Adesso l’operazione è compiuta. I miei completini sono pronti nell’armadio e ho anche avuto cura di separare “magliette che vanno bene per l’ufficio” da quelle che “vanno bene per uscire”. Ho allineato le scarpe sotto la cassettiera e mi sono anche accorta di non avere un numero sufficiente di collant leggeri… pazienza, ne acquisterò qualche paio! E spero di abituarmi in fretta ai tacchi, li ho messi per due giorni di fila per i colloqui e mi sono ritrovata con vesciche un po’ dappertutto! Ma come fanno le donne in carriera?!?

Stamattina invece ho fatto il primo passo per diventare una regolare cittadina italiana in Danimarca! Grazie a questo lavoro, posso finalmente ricevere il CPR Number ed essere regolare al 100% Evviva! Così nel giro di pochi giorni posso anche aprire il conto in banca (senza questo numero è impossibile!). E le abitudini cambieranno ancora… Nuovi orari a cui abituarsi, nuove preoccupazioni e ansiosa come sono, inizio già a pensare come fare a gestire la casa! A volte lo so, mi faccio prendere troppo dalle cose, me le vedo tutte schiantarsi contro e sembra che debba arrangiarle tutte insieme. Invece sarebbe molto più semplice pensare a una cosa per volta: il lavoro, la spesa, la casa, stirare, uscire… oddio, già troppe!

giovedì 19 giugno 2008

Problema.



Immaginate di trovarvi in questa situazione, come vi comportereste?
Avete fatto un colloquio in un’internet company, dove erano davvero entusiasti del vostro background e questo non poteva che farvi piacere. Il vostro profilo poteva andare bene per due interessanti posizioni nello stesso campo in cui vi siete formati. Lavoro interessante, stimolante, quello che desideravate fare.

Avete fatto un altro colloquio in una grande, prestigiosa azienda internazionale con Headquarters a Copenhagen. Avete trovato questo lavoro tramite Adecco. Il lavoro è temporaneo, di 6 mesi, ma al colloquio erano così entusiasti che vi hanno detto che probabilmente sarà prolungato. Nonostante l'azienda sia prestigiosa, il lavoro purtroppo non ha niente a che vedere con il vostro background. Tutto da imparare! Lo stipendio è buono e i 6 mesi sono positivi perché se non vi piace potete smettere senza lunghi preavvisi.

Ieri quindi mi telefona Adecco dicendomi che la BIG COMPANY voleva assumermi e avrei dovuto dare una risposta entro oggi. Ero contenta ma sarei stata ovviamente più contenta di essere assunta nell'atra azienda così ho telefonato dicendo loro che la BIG COMPANY mi aveva offerto un posto di lavoro, ma che avrei rifiutato se loro mi avessero detto che erano interessati a me. E loro sono interessati a me e hanno apprezzato la mia onestà, ma sono la prima persona italiana che incontrano e non se la sentono di decidere prima di aver sentito anche gli altri 2 candidati. Mi hanno detto che il lavoro alla BIG COMPANY è un'ottima opportunità e se in qualche modo non dovesse piacermi sono autorizzata a ricontattarli in ogni momento.

Ecco, voi che cosa avreste fatto?
Perché io ho accettato la BIG COMPANY…

Non so se ho fatto la scelta giusta. Se non avessi avuto la BIG COMPANY tra le mani e avessi potuto aspettare magari mi avrebbero scelta. O magari no, e così avrei perso tutte e 2 le opportunità. E non volevo! Anche perché qui è molto difficile trovare lavoro per gli english speaking, soprattutto nell'ambito della comunicazione e se avessi rifiutato chissà per quanto altro tempo avrei dovuto aspettare. La BIG COMPANY è una grande azienda internazionale, è un ottimo modo per iniziare e chissà che non mi piaccia quel lavoro. Dall'altro lato abbiamo bisogno di questo lavoro, ho bisogno di fare esperienza, di uscire da casa e di vedere gente. E se non dovesse piacermi pazienza, posso smettere quando voglio.
Del resto, avrei potuto aspettare di sapere, lasciandomi scappare questa opportunità, ma se poi non mi avessero presa? In Italia un'occasione così non me la sarei fatta sfuggire...

Insomma, lunedì comincio anche io a lavorare. Sono contenta, agitata e confusa…

mercoledì 18 giugno 2008

Looking for job


Ecco che quando meno te lo aspetti arrivano tutte insieme. Banale, sarà banale, seppur vero.
L’ho cercato, ci sono rimasta male di fronte ai primi colloqui, di fronte alle prime offerte, di fronte alle prime difficoltà con la lingua. Che tanto è facile raccontare e raccontarsi padroneggiando perfettamente l’italiano, ma vendersi, e vendersi bene in inglese è stato per me un muro difficile da superare. Adesso che sono oltre, arrivano anche i complimenti, le facce sorprese sentendo la mia età e le esperienze che ho. Ieri e oggi mi sono sentita una star sul tappetino rosso a Cannes. Io raccontavo semplicemente quello che ho fatto e loro partivano con i flash e rileggevano entusiasti il CV.
Poi è accaduto l’impossibile. Non una proposta di lavoro, ma una scelta fra due: quella che sento faccia più per me. E stamattina di nuovo: me incredula, nel mio completino nero giacca e pantalone, nelle mie scarpe con tacco a punta che mi facevano anche un pò male a dire la verità, a sentire il manager di questa mega azienda internazionale con Headquarters a Copenhagen che mi diceva quanto ero qualificata! E no che non ci credevo!
Alla fine della storia, mi ritrovo a scegliere fra due posizioni in una Internet Company e sarei anche assunta a partire da lunedì prossimo dalla mega azienda internazionale, inizialmente per 6 mesi, probabilmente per più tempo. Volevo tirarmi i capelli per avere la prova che stava accadendo sul serio. Valgono come prova le vesciche sui piedi?

lunedì 22 ottobre 2007

Sembra facile...

Sono giorni sottili, di carta velina, di quella che soffi e vibra e in un niente si stropiccia. Settimane che una dopo l’altra ci porteranno al via. Mancano poco più di due mesi e le cose da organizzare sono talmente tante che in un bloc notes non ci stanno. Si segnano in lista le priorità… ma come si fa a scegliere, quando tutto sembra importante in egual misura? Dal lavoro nuovo - da cercare - per me, alla casa – nostra - da cercare insieme una volta lì, e la macchina da vendere, e l’abbonamento del Toro, e le amiche da contattare, una per una, per un the di saluti e di chiacchiere, di quelli fatti di lunghe pause e di silenzi, che salutarsi prima di partire fa sempre un po’ tristezza. E dire “ciao, noi andiamo”, andiamo via per chissà quanto. Partiamo per il paese della sirenetta e dei butter coockies.
E salutare quelli del tango, proprio quest’anno che dovevamo fare il saggio, e gli amici granata, e quelli di teatro, che già qualche anno fa mi hanno vista partire, alla volta del Belgio, ma con la certezza di potermi riabbracciare dopo 10 mesi. E invece adesso chissà…

E vai a pranzo da mamma e papà, che ti preparano la pasta al forno che mi piace tanto e che mi guardano contenti, ma impauriti forse più di me, per quello che sarà del nostro futuro in un paese straniero. E sentirli dire che non mi lasceranno mai sola, che per qualsiasi cosa loro saranno lì. Per questa figlia così svincolata, che solo apparentemente se ne frega ma che in fondo ama immensamente coloro che le hanno permesso di vivere la vita che ha e di essere quella che è, nel bene e nel male, con la dolcezza e generosità, mista a paura e insicurezza. E in fondo, cari mamma e papà, lo faccio anche un po’ per voi, che di sacrifici ne avete fatti molti per me. Me ne vado da questo paese che non li premia, con la certezza di poter tornare più piena.

E sono giorni così, fragili come me, pieni di paure e di sensi di colpa. Pieni di speranza, che essere ottimisti non fa mai male, pieni di foglietti e di post-it, che di riordinare non ne ho voglia, perché in fondo non me la sento di avere una visione di insieme di quello che resta da sapere e da fare prima di partire. Sono giorni in cui mi voglio cullare in questa nuvola morbida. Ho voglia di fare le cose un pezzo alla volta, con calma e senza ansia, senza la paura di arrivare con l’acqua alla gola.

Forse non ho ancora ben capito che cosa significherà partire, partire con te e costruire una vita insieme, estinguere il mio conto e aprirne uno insieme a te, smettere di pensare alla mia vita futura e iniziare a costruirne una insieme, fianco a fianco, nel bene e nel male, guardarci negli occhi e condividere ogni istante, sapersi accettare, pregi e difetti insieme, quando la giornata va bene e quando la pasta scuoce, quando il rubinetto gocciola e quando c’è sciopero dei tram, quando torni dal parrucchiere splendida e quando ti alzi al mattino con i capelli arruffati… sembra facile, è così che fanno le coppie, no? Sembra…

martedì 16 ottobre 2007

Adesso si parte davvero...


Sì, la risposta è sì!

Adesso si parte davvero. Tutti i sogni, le fantasie e le paure adesso stanno per realizzarsi, nel bene e nel male. Il nuovo anno ci trascinerà via dalla Capitale Sabauda, per farci atterrare nel paese di Babbo Natale.

Un tuffo nell’ignoto, nel bel mezzo di una città nuova, sconosciuta. Una vita da costruire in due. Una casa da cercare, arredare, abitare e rendere nostra. Una Mini-Italia nel bel mezzo del Nord-Europa. Già già. Sto già pensando a come portare con me la caffettiera, la pasta Barilla, le mie ricettine e tutte le mie scarpe, dove le metterò?? E farà freddo? La piccola Naurwain, ribattezzata dal moccioso “Caschetto d’Oro” per via della nuova nuance che hanno assunto i miei capelli dopo una lunga seduta dal parrucchiere, si sa, il freddo lo patisce anche in Sardegna in pieno agosto! Ma nossignori, pare che il clima sia abbastanza mite, qualche grado di differenza rispetto a Torino. Allacciate dunque le cinture miei cari! Pronti a partire con noi??

Destinazione Copenhagen – Denmark! Per il momento, solo andata…

martedì 9 ottobre 2007

If...

Si attende. Si attende aggiornando in continuazione la mail, con la speranza che il buon Google si faccia foriero di buone nuove dal Paese di Babbo Natale.

E nel frattempo, anche se in cuor tuo ti obblighi a non fare troppi castelli, a non già sognare traslochi, casa nuova, amici nuovi, lavoro nuovo, una lingua da imparare, tanta fatica per farsi capire. Cambiamenti, nuove motivazioni, un giro di boa, una virata repentina, chiudere gli occhi e riaprirli altrove. Cambiamenti di cui necessito con un’imminenza tale da farmi friggere sulla sedia morbida ma grande, così grande che non entra sotto la scrivania, del vecchio ufficio, buio, con una finestra piccola piccola, dalla quale la luce fatica a farsi spazio. Una vetrata che dà di sotto, nella sala lettura, una visuale che ora non voglio più. E Torino, la mia città che amo da morire, unico grande rimpianto, ma che allo stato attuale non sa offrirmi stabilità, sicurezza, benessere.

Ecco, sto di nuovo sognando ad occhi aperti. E scrivo pensieri, banali, sogni, desideri che conservo dentro un cassetto che apro in continuazione, che accarezzo sospirando. Sospirando e sperando in un qualcosa che non c’è. Un qualcosa che non mi fa dormire la notte. Qualcosa che mi tiene sveglia fino a tardi, che mi fa guardare alle mie abitudini come se dovessero modificarsi da un momento all’altro. Oddio, la devo smettere, smettere di pensare “e se fosse…” perché quando sarà, giungerà anche il momento di pensarci. E se non fosse… no, a questo adesso non voglio pensare.

giovedì 13 settembre 2007

AAA - cercasi

Laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione, attualmente ricercatrice presso un importante ente di ricerca, con esperienza biennale nell'ideazione e realizzazione di loghi, brochure e materiale promozionale; studio ed elaborazione dell'architettura dell'informazione di diversi siti web; nell'ideazione e organizzazione di eventi, convegni e conferenze stampa; nella predisposizione di testi per internet e comunicati stampa

Cerca qualcuno che la assuma!


Mai avrei immaginato che trovare lavoro fosse una così ardua impresa. Stage, stage e stage ecco quello che le imprese offrono ai giovani laureati, anche con esperienza! Ma anche per accedere allo stage si richiedono competenze che - mi chiedo io - per possederle è necessario cominciare ad apprenderle fin dalla tenera età. Quindi, consiglio per le giovani mamme e i giovani papà che mi leggono: lasciate stare basket, calcio, danza classica e iscrivete i vostri figli fin dalla prima elementare a un corso di spagnolo e tedesco, dategli un manuale a fumetti di ASP e PHP è buttate via quella pila di "Topolino" che ingombra la cantina e la stanza dei vostri figli. Basta con la mancia settimanale: che si guadagnino il pocket money andando a bagnare il basilico del vicino o andando a comprare il pane e il latte alla nonna. Cominceranno fin dalla giovinezza a fronteggiarsi con il mondo esterno e a fare Public Relations e potranno così scrivere sul loro bel CV "Ottime doti interpersonali".

Scusate la polemica, ma sono leggermente inca**ata!