Sta iniziando la mia ultima settimana e stanno iniziando le cene e i ritrovi per salutarsi. Non amo molto questo genere di cose che di solito mi mettono molta tristezza addosso. Non voglio considerare la mia partenza definitiva né voglio credere che per un po’ non rivedrò le persone a me care. Non sono quella da cene di addio. Mi piace invece poter instaurare un legame con le persone che va oltre la contiguità, mi piace pensare che non c’è una fine dell’amicizia, ma soltanto un modo diverso di alimentarla. Mi trovo di nuovo di fronte a uno spartiacque: saluto molte persone, ma chissà chi mi seguirà davvero in questa esperienza.
Ma non volevo parlare di amicizie, ho già pontificato un bel po’ di questo argomento qui. Volevo invece buttare fuori un peso, un pugno che stringe forte il mio stomaco. Riflettevo… È strano come in un mondo bizzarro come il web, attraverso un’attività nata per caso, come il blog, si possano incontrare personcine speciali, che distribuiscono doni, di una cordialità divenuta, nel mondo reale, una dote assai rara. Persone alle quali non sai associare che un volto sfocato, ma che riempiono la tua vita attraverso le loro storie, quelle che leggi sempre, che guai a perdertene una! Sono persone vere, donne con marito e figli, tanti, a carico, e cani e gatti, e chi più ne ha più ne metta. Le leggi da così tanto tempo che quasi ti viene da salutare pure loro… ma no! Che stupida, che cosa cambia, questo è il bello di internet, che c’è dappertutto, che ti rende ubiqua! Che bello, non sapete che energia mi date quando vi leggo: siete forti, dolci, modelli di vita, mi rispecchio in quello che fate, talvolta non condivido, mi immagino come avrei fatto io al vostro posto. E vorrei conoscervi tutte, voi, donne virtuali che avete il coraggio di ammettere errori, di declamare poesie, di confessare segreti e di elogiarvi all’occorrenza.
E poi torno alla realtà, alzo gli occhi dallo schermo, mi scuoto e mi dico “Ehi, guarda che è qui la vita!”. Una persona che stride con me, come quando passi il dito sul bordo di un bicchiere di cristallo, che ti viene da tapparti le orecchie. Una persona che mi ostacola, che mi infonde ansia che vuole che io posticipi la partenza perché lei lavora e non può/non vuole chiedere un permesso per accompagnarmi, una persona che mi impedisce di uscire sabato a salutare i miei amici perché Poi Non Ti Alzi, io che anche se torno alle 3, cosa che non capita più da mesi, forse anni, alle 9 ho gli occhi aperti!
E poi torno alla realtà, alzo gli occhi dallo schermo, mi scuoto e mi dico “Ehi, guarda che è qui la vita!”. Una persona che stride con me, come quando passi il dito sul bordo di un bicchiere di cristallo, che ti viene da tapparti le orecchie. Una persona che mi ostacola, che mi infonde ansia che vuole che io posticipi la partenza perché lei lavora e non può/non vuole chiedere un permesso per accompagnarmi, una persona che mi impedisce di uscire sabato a salutare i miei amici perché Poi Non Ti Alzi, io che anche se torno alle 3, cosa che non capita più da mesi, forse anni, alle 9 ho gli occhi aperti!
Mamma, da te ho preso la capacità di arrangiarmi, la spigliatezza, ma anche l’ansia, che ho e che infondo agli altri e l’aggressività con cui approccio le persone prima ancora di farle parlare. E quando questo capita, mi butto sul web, cerco le mie amiche, le mie mamme virtuali e le leggo, leggo l’amore che danno ai loro figli, l’attenzione con cui curano la casa e il marito, leggo le loro storie e le faccio mie. Accantono per un attimo “quel” modello e mi immergo nei vostri scritti, cerco di far miei i vostri pensieri e cerco con tutta me stesa di farli prevalere sugli “altri”. Grazie a tutte!










