martedì 15 aprile 2008

Che Gulasch!!!


Già, che Gulasch!

Qualche post fa, dicevo che stavo cercando un macellaio (che per chi fosse interessato, qui si dice slagter/slagteren), un buon macellaio, ma con scarsi risultati. Bisogna infatti stare attenti qui a non confondere gli slagter con quelli che fanno le pita che hanno un nome simile. Ed è proprio vero che quando smetti di cercare le cose, queste ti capitano davanti al naso! E infatti una domenica pomeriggio, mentre me ne stavo tranquillamente passeggiando per il quartiere, mi trovo di fronte a un'enorme vetrina piena di cartelli gialli, con nomi impossibili da pronunciare e da comprendere. Uno di questi in particolare (forse perchè l'unico scritto in una lingua a me nota) ha catturato la mia attenzione "Ossobuchi 1/2 kg. 50 DKK". Toh Guarda! mi son detta, Lunedì Ci Torno. E così feci. Mi sono preparata però: volevo fare l'Ossobuco alla milanese, per il quale dovevo acquistare carne di vitello. Cerco dunque Vitello sul vocabolario danese e me lo scrivo su un foglio... vedi mai che questo qui mi dà qualche carne di qualche animale strano... E così vado, ma il mio entusiasmo viene subito frenato quando il macellaio, in un inglese incerto (ma da noi in Italia i macellai parlano inglese?!?) mi dice che l'ossobuco in Danimarca viene venduto solo in inverno quando fa freddo (notate che io esco ancora con piumino e sciarpa!). Stupore!! Ma saranno strani Those Danish!

E così ripiego su un altro tipo di carne. Rifiuto con cortesia l'arrosto che voleva rifilarmi e chiedo un altro tipo di carne di vitello da cuocere e lui mi propone: Gulasch?!? Yes, Why Not - penso io. E così l'acquisto è fatto. Cerco una ricetta sulla Bibbia della cucina e mi metto ai fornelli! Aggiungo una modifica personale, infarinando la carne prima di cuocerla, dettaglio che ho trovato in molte ricette on line ma non sul libro.

Il risultato è stato veramente lodevole e la carne niente male! Sembra strano, ma in seguito a brutte esperenze avevamo quasi rinuciato a mangiare carne rossa, buttandoci sull'ottimo pollo cucinato dalla sottoscritta nei più svariati modi.

Vado dinque ad esporvi come procedere!

Per 2:

  • 300 gr di carne di vitello tagliata a cubetti
  • 20 gr di burro (adeguandomi alle disponibilità di qui, io ho usato quello salato)
  • 2 cucchiai di olio
  • 2 cipolle
  • 2 grossi pomodori
  • 2 grosse patate (circa 250 gr)
  • 1 cucchiaio di paprica
  • farina quanto basta
  • sale e pepe
Infarinare la carne. Sbollentare i pomodori e privarli della buccia. In un tegame scaldare il burro e l'olio. Aggiungere le cipolle tagliate molto fini e lasciarle appassire. Quando sono diventate quasi trasparenti unire la carne, mescolare e aggiungere la paprica sciolta in un mestolino di acqua calda. Pepare e lasciare insaporire per una decina di minuti a fuoco medio, girando spesso la carne in modo da farla dorare per bene.

Aggiungere quindi i pomodorini tagliati a cubettini piccoli. Lasciare cuocere piano piano in modo che la carne trasudi i suoi succhi nel sugo. Quando comincia a rosolare (ci vorrà una decina di minuti) bagnarla con un mestolino di acqua calda. Continuare la cottura a recipiennte coperto e a fuoco bassissimo per circa un'ora. Regolare il sale. Aggiungere le papate sbucciate e tagliate a dadini. Cuocere per altri 45 minuti circa.
E che Gulasch!

sabato 12 aprile 2008

Pensare per due


È passato del tempo, del tempo trascorso… a guardare, osservare, pensare.
Respirare il mattino, accarezzare la pioggia, sorridere ad ogni piccolo raggio di sole concesso dal cielo.
Mi ritrovo a costruire dal niente di qui qualcosa per noi, per me e per te. Si parte dal semplice, che semplice non è. Degli amici, delle abitudini, dare un senso alle giornate che altrimenti scorrerebbero via così. Un dolce al mattino, con un bigliettino, un messaggio a lavoro, un pensiero scritto al volo, con il sonno del mattino che rimane per un pò ancora appiccicato agli occhi. E poi la spesa, la frutta dall’arabo, la carne dal macellaio, i piatti, e le cose di casa, e un giro al centro commerciale, che magari ci scappa qualcosa da portare, da mettere via, segno che questo giorno non è trascorso invano.
Non è certo facile stare qui. È un mattone quello che abbiamo costruito e a volte ci vuole proprio poco per tirare un calcio a tutto. Ci scappano parole brutte, musi lunghi e silenzi.
È difficile in certi momenti essere razionali e le parole scappano via, fuori dalla gabbia così veloci che nemmeno te ne accorgi, e valle poi a riprendere…
E quando la rabbia sembra aver raggiunto l’apice, è il momento di fermarsi a riflettere… che ne vale la pena di provare. Un passo io e un passo tu, un po’ per volta. Alzare lo sguardo da se stessi e rendersi conto che questa avventura l'abbiamo cominciata insieme.

E ricominciare a pensare per due.


"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"

A. de Saint-Exupéry - Il Piccolo Principe