venerdì 26 settembre 2008

Cliccare



Succede che ho perso un pó il filo di quello che accade. O meglio, di fili che ne sono un pó e a volte si attorcigliano. C´é il filo della coppia, che é quello che si arrotola piú spesso, c´é il filo del teatro, o meglio c´era visto che ho deciso di tagliarlo perché non mi portava da nessuna parte, c´é il filo della palestra, classe di spinning per la precisione, che mi ha fatto conoscere finalmente una ragazza con cui é scattato subito feeling – o meglio – come dice lei – "perche' certe persone cliccano e basta un secondo (specialmente durante una lezione di spinning!!) - am a true believer in energies and compatibility".
E a volte basta proprio un attimo, che sembra di conoscerti da una vita. Come con la mia manager, una donna che graffia ma con un cuore e un´anima, capace di guardarti con quegli occhioni profondo blu e dirti con uno sguardo e un sorriso "forget about that, I am with you".
E cosí con l´amica dello spinning ci vediamo domani per un pranzo in centro a Nørreport e poi un pomeriggio di compere, che si vede era una cosa che davvero mancava a due fanciulle sui 28, perché sono bastati 10 minuti di chiacchiere dopo la palestra, sudaticcie e rosse dallo sforzo per far emergere questo bisogno innato in una donna: lo shopping con l´amica! Un rito! Amica non so, un pó presto per dirlo, ma di sicuro c´é feeling e lo senti che siete sulla stessa lunghezza d´onda. Mi fa piacere scrivendomi in bocca al lupo per il colloquio (ndr: continuo a lavorare nella Big Company, ma approfitto per guardarmi sempre altrove!) e mi sorprende telefonandomi 1 ora dopo il colloquio per avere notizie. Si presta per aiutarmi nella preparazione di un´altro colloquio (ndr: arrivano tutti insieme!) perché "per me l´inglese non é un problema, sono mezza inglese, mia mamma é di Londra" (ma lei piemontesissima – guarda quando si dice fortuna!). Sono piccole attenzioni, che non mi aspetto da nessuno, figuriamoci da una persona che conosco da meno di una settimana, ma che mi fanno sentire a casa, di nuovo con qualcuno - completamente nuovo - che si interessa di me.

domenica 7 settembre 2008

La festa del quartiere

Metti insieme un sabato sera di fine estate - anche se a voler essere precisi qui l’estate l’abbiamo salutata da un pezzo - e la festa del quartiere. Aggiungi due mocciosi che hanno voglia di uscire a bere qualcosa e che approfittano degli stand proprio sotto casa e di un concerto revival per passare la serata e farsi un sacco di risate. Loro, il gruppo, erano i Repeatles che – guarda il caso mi fanno cover dei Beatles! – sono stati bravi, anche se come era da immaginarsi la serata è stata basata sugli standard orari dei danesi: alle 19 i banchetti che facevano panini (leggi falafel o hot dog) stavano già ripiegando baracche e baracchini e loro i danesi erano già ubriachi da un pezzo, mentre i musicisti hanno spento la musica alle 22,15.
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!