
In certi momenti la sento nascere da dentro la paura di sentirmi spinta via con un calcio, come un pallone sgonfio o una lattina sgualcita ormai inutile. La sento che nasce dentro e mi forma un blocco, un mattone che si ferma lì a metà fra la pancia e lo stomaco. Improvvisamente passa la fame, la sete, la pace e la calma e cresce incommensurabilmente una gran voglia di scoppiare a piangere. Si appannano gli occhi, abbasso la testa e chi mi conosce capisce che qualcosa non sta andando bene. Chi è sensibile in genere abbassa la voce, cambia tono e assume un atteggiamento rassicurante. Chi invece non eccelle per grazia e sensibilità di solito incalza e con tono piuttosto scortese e niente affatto conciliante, con il fare sicuro di chi pensa “io??? Ma io non ho detto/fatto nulla!”, mi domanda che cosa io mai abbia, facendomi sentire un’inutile lagnosa. È la classica goccia… mi viene voglia di rompere qualsiasi cosa io abbia sotto mano. Non ci vuole molto in fondo, non credo di avere una personalità così complessa. Poche cose mi fanno stare molto male, non essere presa in considerazione ed essere scalciata in un angolino come una vecchia lattina è una di quelle…


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