I Danesi non sanno tagliarsi i capelli. O meglio i parrucchieri danesi sono scarsi e ahimé ne sono stata vittima a mie (expensivissime) spese.
Dunque, per una fanciulla italiana alla ricerca di un parrucchiere in Danimarca la via non é semplice. E si sa quanto noi donnine siamo affezionate al nostro parrucchiere di fiducia, quello che conosce il tuo viso, che ti ha provato tutti i colori per trovare quello adatto, quello che sa il tuo taglio e che hai la rosa lí e che la riga la porti cosí e che non mi deve fare l´effetto mushroom e che ho i capelli fini e che la piastra me li elettrizza e che non mi mette il balsamo perché sono grassi sulla cute, ma secchi alla radice (e lo so che sono una rogna...).
E giá che io con tutti i miei spostamenti ne ho provati molti di parrucchieri, ma avevo i mie due di fiducia, dacché due erano le mie dimore in Italia: una dai parents e una da sola. E quindi adesso che i miei capelli urgevano una botta di vita e non potevo aspettare Christmas. Cosí con la Francese ci siamo promenate nei dintorni di Strøget e Nørreport, ma i prezzi ahimé erano una coltellata nello stomaco. Cose che per un taglio e highlights ti viene chiesta la modica cifra di 1400 DKK (pari a quasi 200 euro!). Me lo avevano detto che estetista e parrucchiere qui sono off limits anche se guardandomi intorno vedo ragazze tutte biondissime - e non tutte natural! – con tagli di dubbio gusto, ma “tagliati” sicché queste danesi fanciulle dal parrucchiere ci vanno e regolarmente pure!
Ma il prezzo non é la sola cosa che mi ha sorpresa! Abituata ad andare dal mio parrucchiere pressoché senza preavviso, aprire la porta e chiedere “Fra quanto mi fai passare?” , but forget about BOOKING, qui entri e tirano fuori un registrone enorme, rilegato perdipiú, che sembra quello dell´Appello a scuola, con diverse colonne per ogni “Parrucchire tagliante”. E cosí le cose si sono ribaltate: non sei tu che vai quando puoi, ma sono loro a riceverti su appuntamento, come dal ginecologo o dal dentista. Tu riservi il Parrucchiere Tagliante che vuoi (si perché puoi scegliere e prenotarne uno in particolare e a seconda dell´esperienza i costi sono variabili) e in quelle 2 ore o piú si dedica a te sola, which is fine, ok, ma se uno ha un´urgenza non c´é santo che tenga, se non hai prenotato non tagli. E qui si entra in un altro discorso, di cui un giorno parleró, riguardante la mania assurda dei Danesi di avere tutto perfettamente programmato e di non sapere che cosa significhi “Caffé al volo” “Sabato ci vediamo x un Aperitivo Improvvisato” and so on. Se vuoi incontrare un Danese devi prendere appuntamento!
Insomma, per farla breve, mi sono rivolta alla mia Manager dagli occhi ProfondoBlu che mi ha salvata (e con me la mia amica Francese e La Professoressa), non solo suggerendomi il suo prrucchiere, ma anche traducendomi in danese le mie richieste (vedi sopra). Prezzo relativamente contenuto, anche se more expensive rispetto all´Italia. 2 ore e mezza di lavoro e procedimento alquanto strano: prima lavaggio e asciugatura, poi taglio da capello asciutto, poi colore su capello tagliato, lavaggio e asciugatura estremamente deludente!!! Abituata a sorbirmi asciugature fin troppo lunghe che mi facevano mettere in dubbio il loro ruolo nella salute dei miei capelli, qui in 3 minuti, forse 5 tutto finito! Niente spazzole tonde a volumizzare i miei super fini capelli, niente lacca, gel, cera e cazzatine del genere! Ho hiesto piega liscia e mi sono ritrovata una pettinatura piattissima da Maria Maddalena, ho richiesto piú volume nel ciuffo davati sulla fronte e mi sono ritrovata con i capelli tutti tirati all´indietro effetto Motocicletta, al che ho chiesto di abbassare un pochino il ciuffoe ho rinunciato alle mie speranze di ciocche lucenti che morbide accarezzano delicatamente il viso e ho iniziato a chiedermi “Sará mica che i miei capelli in sé fanno schifo visto che senza la dovuta piega sembrano un mix di spaghetti e paglietta?”.
Dopo essermi un attimo guardata intorno e soprattutto dopo averne avuto la lampante prova dalla mia collega Spilungona, andata giusto ieri dal parrucchiere, che te ne accorgi solo perché é piú bionda, mi sono resa conto che le soluzioni sono le seguenti:
1) o tutte le Danesi hanno dei brutti capelli che anche appena tagliati sembrano setole di un penello da imbianchino
2) o i Parrucchieri Taglianti danesi non sanno tagliare e zappano
3) e non vogliamo chiamare in causa anche le intemperie? Vento e pioggia credete facciano bene ai capelli?
Insomma, il prossimo week end torno in Italia per un giorno (il 19 alle 6 am siamo di nuovo in viaggio verso CPH – con la macchina!!! Crazy I know!) e come me le spendo quelle 20 e poco piú ore a disposizione? Guess how ;-)
venerdì 10 ottobre 2008
mercoledì 8 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008
Il loop

Ho sentito il terreno mancarmi sotto i piedi. Per un attimo il mio battito si é fermato, an internal error occurred, schermo nero e tutto perduto. Tutto quanto questo fragile hard disk conteneva, dal Recycle Bin alle foto piú belle.
Senza dubbio uno dei momenti peggiori, quelli che le lacrime vengono giú da sole e non servono atti di isteria drammatici quando capisci che tutto é finito. Stop. Strada senza uscita. Le parole servono a poco in questi casi, le scuse e i sensi di colpa, e ripercorrere con la mente un percorso al contrario per rendersi conto dove esattamente il meccanismo si é inceppato. Lá dove é cominciato il loop di azione uguale reazione sbagliata.
Sono brava in programmazione web, ma nella vita l´algoritmo non funziona. Non riesco a seguire schemi, sono molto spontanea e purtroppo troppo diretta. Trasparente, come dice la nuova amica dello spinning. Impostata fin che vuoi sul lavoro, ma delicata come la foglia oro nella vita. Un niente mi manda in crisi. Razionale proprio no. Emotiva direi.
E il passato, questo fantasma che non c´é, mi ha resa diffidente. Diffidente e sospettosa. Possessiva. Un qualcosa che non c´é mi ha trasformata in qualcosa che non sono. Dove ci ho messo del mio per diventare cosí? Dentro sento ancora tanto da dare, imprigionato in questo schermo infrangibile, che pulsa, ma non riesce a uscire.
Senza dubbio uno dei momenti peggiori, quelli che le lacrime vengono giú da sole e non servono atti di isteria drammatici quando capisci che tutto é finito. Stop. Strada senza uscita. Le parole servono a poco in questi casi, le scuse e i sensi di colpa, e ripercorrere con la mente un percorso al contrario per rendersi conto dove esattamente il meccanismo si é inceppato. Lá dove é cominciato il loop di azione uguale reazione sbagliata.
Sono brava in programmazione web, ma nella vita l´algoritmo non funziona. Non riesco a seguire schemi, sono molto spontanea e purtroppo troppo diretta. Trasparente, come dice la nuova amica dello spinning. Impostata fin che vuoi sul lavoro, ma delicata come la foglia oro nella vita. Un niente mi manda in crisi. Razionale proprio no. Emotiva direi.
E il passato, questo fantasma che non c´é, mi ha resa diffidente. Diffidente e sospettosa. Possessiva. Un qualcosa che non c´é mi ha trasformata in qualcosa che non sono. Dove ci ho messo del mio per diventare cosí? Dentro sento ancora tanto da dare, imprigionato in questo schermo infrangibile, che pulsa, ma non riesce a uscire.
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venerdì 26 settembre 2008
Cliccare

Succede che ho perso un pó il filo di quello che accade. O meglio, di fili che ne sono un pó e a volte si attorcigliano. C´é il filo della coppia, che é quello che si arrotola piú spesso, c´é il filo del teatro, o meglio c´era visto che ho deciso di tagliarlo perché non mi portava da nessuna parte, c´é il filo della palestra, classe di spinning per la precisione, che mi ha fatto conoscere finalmente una ragazza con cui é scattato subito feeling – o meglio – come dice lei – "perche' certe persone cliccano e basta un secondo (specialmente durante una lezione di spinning!!) - am a true believer in energies and compatibility".
E a volte basta proprio un attimo, che sembra di conoscerti da una vita. Come con la mia manager, una donna che graffia ma con un cuore e un´anima, capace di guardarti con quegli occhioni profondo blu e dirti con uno sguardo e un sorriso "forget about that, I am with you".
E cosí con l´amica dello spinning ci vediamo domani per un pranzo in centro a Nørreport e poi un pomeriggio di compere, che si vede era una cosa che davvero mancava a due fanciulle sui 28, perché sono bastati 10 minuti di chiacchiere dopo la palestra, sudaticcie e rosse dallo sforzo per far emergere questo bisogno innato in una donna: lo shopping con l´amica! Un rito! Amica non so, un pó presto per dirlo, ma di sicuro c´é feeling e lo senti che siete sulla stessa lunghezza d´onda. Mi fa piacere scrivendomi in bocca al lupo per il colloquio (ndr: continuo a lavorare nella Big Company, ma approfitto per guardarmi sempre altrove!) e mi sorprende telefonandomi 1 ora dopo il colloquio per avere notizie. Si presta per aiutarmi nella preparazione di un´altro colloquio (ndr: arrivano tutti insieme!) perché "per me l´inglese non é un problema, sono mezza inglese, mia mamma é di Londra" (ma lei piemontesissima – guarda quando si dice fortuna!). Sono piccole attenzioni, che non mi aspetto da nessuno, figuriamoci da una persona che conosco da meno di una settimana, ma che mi fanno sentire a casa, di nuovo con qualcuno - completamente nuovo - che si interessa di me.
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domenica 7 settembre 2008
La festa del quartiere
Metti insieme un sabato sera di fine estate - anche se a voler essere precisi qui l’estate l’abbiamo salutata da un pezzo - e la festa del quartiere. Aggiungi due mocciosi che hanno voglia di uscire a bere qualcosa e che approfittano degli stand proprio sotto casa e di un concerto revival per passare la serata e farsi un sacco di risate. Loro, il gruppo, erano i Repeatles che – guarda il caso mi fanno cover dei Beatles! – sono stati bravi, anche se come era da immaginarsi la serata è stata basata sugli standard orari dei danesi: alle 19 i banchetti che facevano panini (leggi falafel o hot dog) stavano già ripiegando baracche e baracchini e loro i danesi erano già ubriachi da un pezzo, mentre i musicisti hanno spento la musica alle 22,15.
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!
Ci hanno rallegrato la serata una serie di personaggi simpatici ovviamente con un corpo un tasso alcolico non pervenuto. Una signora sui 50, sola, che sulle note di Hey jude sale sul tavolo di legno e inizia a cantare sbracciandosi e levondo al cielo il classico “dito” e un signore, sui 45, vestito da muratore con tanto di pantaloni catarinfgrangenti arancioni, che gira per il pubblico e viene scherzato dai più in maniera bonaria. Ecco che cosa caratterizza i danesi: loro, gli unbriachi, girano tranquillamente nel gruppo e se per caso barcollano vengono sorretti da qualcuno più sano. I dabesi sembra siano infatti coscienti che un girorno o l’altro, in passato o in futuro, potrebbe o è potuto capitare anche a loro la stessa sorte!
Alle 22,45 in linea con gli orari danesi torniamo a casa e ci guardiamo un film!
domenica 31 agosto 2008
Pick a brick!

Quando li ho visti non ci potevo credere!!!
E visto che in uno dei miei precedenti post ho raccontato della gita a Legoland, non ho resistito alla tentazione di pubblicare le foto dei gioielli a mattoncino - sì il Lego diventa un monile.
Guardate un pò qui! La stilista è la texana Jacqueline Sanchez e i suoi anelli a forma di Lego sono geniali!
martedì 19 agosto 2008
Una anno in piú

Anche il mio compleanno é arrivato e sempre sul blog di Christy trovate un bel resoconto di quanto é successo. Una bella festa con amici la domenica prima e una cena a base di enchiladas a casa mia il giorno del mio compleanno. Un ´pó strano festeggiarlo al lavoro e ancora piú strano festeggiarlo con il freddo... Ma sono stati bei giorni, sono proprio contenta delle persone che abbiamo incontrato. Semplici e disponibili, come noi.
Ma sará la pioggia, le nuvole e il tempo ballerino, un pó freddo, autunnale anche se in piena estate, che mi fa sentire stanca, assonnata, con un nodo nello stomaco che non si scioglie nemmeno con la Mousse Liègoise comprata ieri dal Moccioso per fessteggiare il mio Onomastico. E piú ingoio e piú me lo sento salire in gola. In questo momento in cui forse dovrei sentirmi felice e appagata, ho finalmente degli amici qui e persone care, con cui andare a bere un caffé in centro e fare tante tante chiacchiere, un lavoro che con molta probabilitá verrá prolungato e parte delle nostre famiglie che viene domani a trovarci. E invece no, sono anche io come l´estate danese, faccio freddo quando dovrebbe fare caldo, sono nuvolosa e piovosa. E come piove...
Ma sará la pioggia, le nuvole e il tempo ballerino, un pó freddo, autunnale anche se in piena estate, che mi fa sentire stanca, assonnata, con un nodo nello stomaco che non si scioglie nemmeno con la Mousse Liègoise comprata ieri dal Moccioso per fessteggiare il mio Onomastico. E piú ingoio e piú me lo sento salire in gola. In questo momento in cui forse dovrei sentirmi felice e appagata, ho finalmente degli amici qui e persone care, con cui andare a bere un caffé in centro e fare tante tante chiacchiere, un lavoro che con molta probabilitá verrá prolungato e parte delle nostre famiglie che viene domani a trovarci. E invece no, sono anche io come l´estate danese, faccio freddo quando dovrebbe fare caldo, sono nuvolosa e piovosa. E come piove...
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