Come è assurda la vita vero? Ci sono volte in cui ti piomba addosso una macigno così, dal nulla, come quando inizia a piovere inaspettatamente, da un momento all’altro, come quando l’orologio si ferma improvvisamente. Così! Capita che ti svegli e sei serena, sei felice, scrivi a un’amica che le soddisfazioni più grandi non arrivano dal lavoro, ma da altri aspetti, e dentro di te lo sai che stai parlando della sfera sentimentale e affettiva. E poi, bum! Capita che invece basta una parola detta male, o una banalissima disattenzione a scatenare una bufera. È davvero un periodo brutto e spero che passi in fretta. Sono qui per te e voglio solo starti vicino. Te lo scrivo, te lo dico e te lo dimostro… e poi capita che qualcosa venga a disturbare la nostra armonia. Forse non sono sufficientemente forte da capire che è il momento che ti fa reagire così. Ci penso e ci ripenso e mi dispiace, ma non volevo fare niente di male e più ci penso e più mi convinco che la reazione è stata spropositata. Non me lo merito. Ho voglia di piangere perché non è giusto! Continuiamo a dirci che dobbiamo smetterla di fare i bambini, continuiamo a dirci di non essere prevenuti l’uno con l’altro, poi invece capita di prendersela così, con chi poi sai che può capire che era il momento sbagliato. Con chi chiude un occhio e passa oltre. Dovremmo forse essere più comprensivi con noi stessi. Dovremmo essere la forza l’uno dell’altra, non la parete contro cui scagliare la pietra.
È facile prendersela con chi è più fragile. Con chi – guarda un po’ – ti continua a stare vicino, a sostenerti e incoraggiarti e te lo dice e te lo scrive. Non in una letterina, ma su uno stupido insulso blog, nonché attraverso un tenero, affettuoso e dolce sms. Parole inutili evidentemente…






